DOMANDA
Salve, oggi è arrivata a me e al mio datore di lavoro, una raccomandata di Fraternità Sistemi con un pignoramento per la Tari del 2016 pari a 300 euro e qualcosa, comprensiva di oneri, intimando al datore di lavoro entro 10 giorni di inviare i dati del mio stipendio. Ed entro 60 giorni di provvedere al versamento del decimo del mio stipendio. Ma non ho mai avuto nessun decreto ingiuntivo e non è presente nessuna sentenza di nessun tribunale. È una procedura normale?
RISPOSTA
Fraternità Sistemi è una coop locale che si occupa del recupero evaso della TARI (TAssa RIfiuti) per molti Comuni del Settentrione.
Se non v’è stata alcuna citazione notificata dal Tribunale, di cui all’articolo 543, secondo comma, numero 4, del nostro codice di procedura civile, vuol dire che la coop sta procedendo, in qualità di concessionario locale della riscossione, al pignoramento diretto dei crediti verso terzi, ai sensi dell’articolo 72 bis del Decreto del Presidente della Repubblica 602/1973. Ed infatti, la quota di prelievo dello stipendio richiesta dalla coop è pari al 10%, e non al 20%, della retribuzione mensile netta percepita dal debitore esecutato, come sarebbe stato richiesto da un giudice a favore di un creditore diverso dall’agente nazionale della riscossione). Si tratta di una procedura che presenta molti profili di illegittimità sia perché non è supervisionata da un giudice, sia perché dovrebbe essere riservata al concessionario nazionale, ovvero all’Agenzia delle Entrate Riscossione. Tanto è vero che l’importo, per cui si procede, non è elevato: questo perché, probabilmente, un ricorso al giudice dell’esecuzione del tribunale territorialmente competente avrebbe ottime possibilità di successo, ma l’ente pignorante confida nel fatto che il debitore esecutato dovrebbe corrispondere la parcella ad un avvocato, il che costituisce un significativo deterrente all’opposizione giudiziale.