Sofferenza bancaria e impossibilità di rientro

Evidenzio questo problema, tralasciando le cause del fatto, non proprio lecite e con commistioni bancarie, ho una sofferenza bancaria con un finanziamento aperto per la mia azienda (individuale artigiana), che non ho potuto estinguere.

Ho scoperto di essere in sofferenza da una visura svolta presso CR CAI, non avendo mai ricevuto dalla banca alcuna comunicazione, compresi gli estratti conto, dopo aver cercato l'intermediazione dell'arbitro bancario finanziario (non andata a buon fine per la troppa complessità della vicenda, a quanto rispostomi).

In questo momento, sono passati 5 anni e mezzo da allora, inizio a tirare il fiato, con molta fatica. Seppure abbia perso tutto, famiglia, azienda, casa con relativi mobili, autovetture tranne quella personale con fermo amministrativo posteggiata sotto casa. Ora ho un lavoro (sempre nel mio campo, nel quale, almeno in quello, eccello) che mi permette di sopravvivere, un monolocale ammobiliato.

Altre segnalazioni sono state cancellate dalle banche dati trascorsi i tempi, persiste quella segnalazione, quattro assegni protestati la cui segnalazione decadrà a fine 2018 e una non bella situazione nei confronti di due sedi dell'agente per la riscossione Equitalia.

Ho fatto pace con me stesso, in passato alla ricerca di una vendetta nei confronti di chi mi ha posto in questa situazione, e poco mi interessa rinvangare l'accaduto, quanto invece avere la possibilità di un piccolo accesso al credito, per poter ricostruire attorno a me una vita al limite del decoroso.

Quest'ultima segnalazione scoperta, che apprendo essere non cancellabile se non risanata, mi ha posto in uno stato di malessere davvero forte, arrivando a non dormire e ad avere pensieri cupi per tutta la giornata.

Quali azioni potrei intraprendere? Non ho parenti che possano aiutarmi; il pignoramento del quinto lo escludo a priori, non bastandomi una vita; una rateizzazione in Equitalia sarebbe per me insopportabile, così come il rientro dalla situazione di sofferenza.

Lo stralcio a saldo è una situazione auspicabile per debiti contratti con un'azienda individuale artigiana? E' possibile ricomporre la mia situazione? in che modo?

Scrivo perché ho l'intenzione di poter giungere ad una soluzione, ma ho davvero bisogno di un intervento per riequilibrare il mio debito con la mia capacità di spesa odierna, incapace da sola a sostenere i soli interessi della sofferenza bancaria.

Può cercare una soluzione attraverso la legge 3/2012 a tutela dei soggetti sovraindebitati, a cui può ricorrere se è un professionista (come credo) non fallibile.

La soluzione ottimale sarebbe l'approvazione di un piano del consumatore (un piano sostenibile di rientro dal debito), che non ha bisogno dell'assenso dei creditori, ma solo della convinzione del giudice sul fatto che il debitore abbia profuso il massimo sforzo, nei limiti dell'umanamente possibile, per riuscire a soddisfare i creditori.

L'approvazione del piano comporterebbe anche la cancellazione delle segnalazioni ancora in essere.

Per ora il suggerimento è quello di leggere i contenuti di questa sezione, per cominciare a comprendere di cosa si tratta.

1 dicembre 2015 · Ornella De Bellis

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