Seggiolini anti abbandono sulle autovetture? – Tutto ciò che devi sapere su rimborsi e incentivi

Vorrei saperne di più su tutta la normativa riguardante il provvedimento che obbliga i genitori dei bambini inferiori o uguali a tre anni ad installare dispositivi con allarme anti abbandono sui seggiolini delle autovetture.

Ho saputo che per chi effettua l’acquisto è previsto un rimborso: potete aiutarmi?

La novità più importante, al momento è che il 28 gennaio 2019 il ministro dei Trasporti ha firmato il decreto per l’assegnazione del contributo o del rimborso per l’acquisto dei dispositivi anti-abbandono: si potrà ottenere il bonus registrandosi, a partire del 20 febbraio, sulla piattaforma informatica Sogei.

Verrà rilasciato un buono spesa elettronico del valore di 30 euro valido per l’acquisto del dispositivo. Al rimborso avrà diritto anche chi ha già fatto l’acquisto.

Basterà fare la richiesta entro sessanta giorni dal 20 febbraio e allegare una copia del giustificativo di spesa.

Dal 7 novembre è entrato in vigore l’obbligo di installazione a bordo dei veicoli di dispositivi anti-abbandono per i bambini al di sotto dei 4 anni, in base al regolamento di attuazione dell’art. 172 del nuovo Codice della Strada.

Lo ha comunicato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), specificando che per agevolare l’acquisto dei dispositivi nel Decreto Fiscale è stato istituito un fondo e il riconoscimento di un contributo economico di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato.

Il provvedimento ha colto alla sprovvista milioni di italiani, che si sono ritrovati a dover fare i conti con questo obbligo senza aver ricevuto per tempo le necessarie delucidazioni su dove ed entro quando acquistare questi dispositivi e su quali prodotti, tra i tanti in vendita, sono omologati e dunque a prova di controlli e di eventuali multe.

Per fare chiarezza di fronte a tanta incertezza sul tema, il MIT ha pubblicato sul proprio sito internet le risposte a una serie faq sull’argomento.

Per ciò che concerne i negozi in cui si possono acquistare questi dispositivi, viene specificato che possono essere reperiti on line e nei negozi specializzati in articoli per l’infanzia.

Riguardo la loro omologazione, il MIT dichiara che “non necessitano di omologazione ma devono essere accompagnati da un certificato di conformità rilasciato dal produttore. In merito al funzionamento, il Ministero chiarisce che i dispositivi devono attivarsi automaticamente a ogni utilizzo senza bisogno che il conducente compia ulteriori azioni e dare un segnale di conferma di avvenuta attivazione.

In caso di abbandono del piccolo a bordo dell’auto, dovranno invece attivarsi con segnali visivi e acustici o visivi e di vibrazione, percepibili o all’interno o all’esterno del veicolo.

Sia i seggiolini che i dispositivi anti-abbandono potranno essere collegati allo smartphone del genitore con una app o tramite Bluetooth per inviare notifiche.

Altra questione di cui si è molto parlato negli ultimi giorni rimanda alle sanzioni a cui va incontro chi non rispetta l’obbligo.

Il MIT risponde in proposito che le multe possono andare da un minimo di 83 a un massimo di 333 euro – che si riducono a 58 e 10 se si paga entro cinque giorni – con la sottrazione di 5 punti dalla patente. Se però si commettono due infrazioni in due anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. Le multe sono scattate formalmente dal 7 novembre, anche se il governo sta lavorando per posticipare le sanzioni al 6 marzo del 2020.

Infine, per ciò che concerne la possibilità di beneficiare di un incentivo per l’acquisto, il MIT comunica che nei prossimi giorni verrà pubblicato un decreto con le modalità richieste per la sua erogazione.

Tale contributo sarà erogato direttamente alle famiglie dopo l’esibizione della ricevuta di pagamento, fino ad esaurimento delle risorse stanziate. Motivo per cui, conclude il MIT, è consigliabile tenere lo scontrino che certifica la spesa.

Purtroppo anche in Italia sono frequenti casi di bambini lasciati soli in auto dai propri genitori che si concludono in tragedie.

Queste situazioni sono dovute soprattutto allo stress, ai ritmi forsennati e alle routine consolidate della vita quotidiana. Stati psicho-fisici che durante la giornata portano i genitori a compiere una serie di azioni in “automatico”, compreso il gesto di slacciare il seggiolone su cui è seduto il proprio figlio e farlo scendere dalla macchina. Non sempre, però, questi automatismi funzionano. L’abbandono di un bambino in auto è normato dall’articolo 591 del Codice penale.

L’articolo stabilisce che il responsabile commette un reato punibile con la reclusione che va da sei mesi a cinque anni. Se in seguito all’abbandono il piccolo subisce una lesione personale, la reclusione va da uno a sei anni. Nel caso di morte accertata per abbandono di minore, gli anni di reclusione passano da tre a un massimo di otto.

SIn linea di massima i seggiolini antiabbandono hanno tutti un funzionamento simile. All’interno del seggiolino viene installato un dispositivo che tramite bluetooth si collega allo smartphone grazie a un’app. Dunque, quando si sale in auto telefono e seggiolino si collegano automaticamente.

In questo modo appositi sensori di pressione riescono a rilevare se il seggiolino è occupato oppure no. Se i sensori percepiscono che il bambino è rimasto a bordo del veicolo scattano due allarmi: il primo parte quando lo smartphone si allontana di qualche metro dall’auto e al telefono arriva una apposita notifica.

Se a questo allarme non segue nessuna reazione da parte del genitore, l’app fa partire una serie di sms ai numeri di emergenza che erano stati preimpostati. In certi casi, grazie al collegamento gps, è anche indicata l’ubicazione della macchina.

Ci sono in commercio molti altri dispositivi antiabbandono. C’è un’app, ad esempio, che fa abbassare i finestrini quando scatta l’allarme in caso di abbandono. Un altro dispositivo tramite un allarme sonoro avvisa il conducente se allo spegnimento dell’auto il bambino è ancora in macchina. Il costo di questi apparati va dai 150 ai 350 euro.

Una volta entrata in vigore la nuova legge, come detto sarà chiaro quale di questi dispositivi è ritenuto idoneo e quale invece no.

5 Febbraio 2020 · Giuseppe Pennuto

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