Saldo e stralcio, quando è possibile?

Vi espongo la mia situazione, ho perso il lavoro tre anni fa, attualmente sono senza reddito, con due figli, uno minorenne a cui devo pagare alimenti (400) mensilmente, una casa intestata con un mutuo rimanente di 118.000, dieci anni mancanti, a tasso variabile.

Da circa due anni e mezzo, naturalmente, non riesco a pagare le rate del mutuo che si aggirano intorno ai 700 euro.

Il valore della casa negli anni è sceso e adesso si aggira intorno ai 115 mila euro.

Ho anche usufruito dei 18 mesi dovuti per legge e ho sospeso il pagamento delle rate.

Scaduto il tempo, sono stato ricontattato da studi associati e recuperi credito per quanto riguarda soltanto le rate non pagate che ammontano a circa 6 mila euro.

Attualmente sto provando a vendere l'immobile per poter liquidare l'istituto bancario scegliendo di uscirne se così si può dire "pulito". (ma senza casa).

Ho letto molti articoli su indebitati.it e vorrei chiedervi secondo Voi quale potrebbe essere la strada migliore per cercare di effettuare una azione di saldo e stralcio per poter liquidare il mutuo ad un prezzo ribassato senza ulteriori strascichi.

Per adesso ho provato tramite un associazione a contattare uno degli studi associati proponendo un saldo di una cifra ridotta ma la risposta data è stata quella che la politica attuata dalla banca è solo rivolta al recupero del saldo totale del debito anche se dovessero aspettare altri anni.

Attualmente non sono in grado di capire se l'intero importo del mutuo rimanente è stato venduto a società di recupero credito o sono state vendute solo le quote relative ai mesi non pagati (6 mila euro, ripeto), così da non sapere a chi mandare comunicazioni per quanto riguarda la trattativa.

Probabilmente ho anche trovato un'acquirente per la casa.

Secondo voi, come dovrei muovermi per poter cercare di uscire da questa terribile situazione? Come posso fare per farmi inviare da parte del creditore una lettera, comunicazione scritta, a norma di legge per avere una cifra stabilita da dover saldare per estinguere il debito?

In questo modo, sapendo quanto devo restituire alla banca riuscirei a valutare se sto scegliendo la strada giusta oppure no.

Ho anche visto che molti studi legali immobiliari offrono servizi quali il saldo e stralcio, per ora vorrei capire se posso riuscirci da solo senza mettere in mezzo professionisti per poter affrontare questa situazione nel migliore dei modi oppure no!

E' evidente da quanto lei riporta, che il debito non è stato ancora ceduto: la banca ha incaricato professionisti del settore di tentare il recupero dell'importo delle rate scadute e rimaste, al momento, impagate.

Perchè la banca ha scelto questo approccio e non ha ancora avviato azione esecutiva di pignoramento ed espropriazione della casa? Semplicemente perché, come lei riferisce, l'immobile ha perso il valore commerciale che aveva quando il mutuo è stato concesso ed il creditore, anche considerando le spese legali, non riuscirebbe, con il ricavato della vendita, a rientrare di quanto gli sarebbe dovuto.

Quale sarà il comportamento futuro della banca? Due gli scenari possibili, entrambi collegati alle politiche di gestione degli NPL (Not Performing Loans - o crediti inesigibili) attuate dal management.

Il primo prevede l'espropriazione purchessia, anche in perdita, per recuperare il massimo possibile. Il secondo si basa sull'appostazione a perdita del credito rappresentato dalla rate non pagate (con i vantaggi fiscali che ne derivano) e la cessione contestuale ad una società di recupero crediti (e a fronte di un corrispettivo, benché minimo) dell'obbligazione rimasta non adempiuta.

In questo secondo caso le sarà notificata una apposita comunicazione di cessione e potrà così conoscere il nuovo creditore, con il quale intavolare una trattativa a saldo stralcio. Ma sempre meglio attendere la richiesta del nuovo creditore, al quale bisognerà far capire che il valore dell'immobile è precipitato, che sussiste ipoteca primaria della banca, che il debitore è disoccupato e quindi non escutibile con pignoramento dello stipendio, nè possiede altri cespiti che possano essere aggrediti.

Si tratta di attività che possono anche essere condotte dal debitore in prima persona, senza intermediari; a meno che il debitore non sia particolarmente emotivo e psicologicamente coercibile.

30 maggio 2018 · Annapaola Ferri

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