Ritirare una raccomandata indirizzata al defunto, dichiarandosi erede, viene considerata come accettazione tacita dell’eredità?

In questi giorni mi è capitato di ritirare una raccomandata avente destinatario mio padre (defunto). Al momento del ritiro, il dipendente delle poste mi ha fatto compilare una dichiarazione sostitutiva (o atto notorio adesso non ricordo il nome preciso) dove si dichiarava che io, in qualità di erede, ritiravo la raccomandata avente destinatario il defunto. Ritirando quindi la raccomandata si è avverata o meno un accettazione tacita? Vi informo anche che ho fatto la rinuncia all’eredità da quasi un anno.

Lei non specifica nemmeno chi fosse il mittente: una cosa è se a scrivere a suo padre era l’ex amante, l’altra se si trattava di Agenzia Entrate Riscossione.

In questo secondo caso, se, nella dichiarazione sostitutiva sottoscritta all’ufficio postale ed allegata alla relata di notifica, lei ha affermato di essere erede legittimato a ricevere la raccomandata al posto del destinatario defunto, allora si configura una accettazione tacita dell’eredità.

E’ irrilevante la sua precedente rinuncia, dal momento che la rinuncia dell’eredità, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile: infatti, il rinunciante, se non è passato il termine di prescrizione decennale, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado ulteriore non abbia a sua volta accettato.

1 Giugno 2018 · Ornella De Bellis

La raccomandata aveva come mittente non l’Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER) ma la società ENEL. In questo caso anche se il mittente è ENEL questa azione si configura lo stesso come accettazione tacita?

L’accettazione tacita dell’eredità può essere fatta valere da qualsiasi creditore possa dimostrare (come può farlo Enel) che esiste un documento in cui un soggetto ha dichiarato di essere erede del proprio debitore.

1 Giugno 2018 · Annapaola Ferri

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