Risparmio energia – Per quale condizionatore optare?

Devo acquistare dei condizionatori per la il mio nuovo appartamento ma non so che tipologia scegliere, sia per non influire troppo sull’inquinamento atmosferico, sia per risparmiare un po’ sulla bolletta energetica.

Per quale modello optare?

Potendo scegliere con calma di quale apparecchio dotarsi, è bene considerare i propri desideri ma soprattutto le dimensioni della propria casa o delle singole stanze che si vogliono rinfrescare.

Pertanto, abbiamo redatto una breve guida di orientamento per aiutarvi a capire che tipo di condizionatore può fare più al caso vostro e soprattutto a quali caratteristiche dovete fare attenzione.

Il condizionatore portatile è un tipo di condizionatore monoblocco amovibile, che possiamo spostare a piacere da una stanza all’altra della casa. È particolarmente comodo per le case grandi, dove si può collocare in qualunque locale e spostare nella stanza da letto per la notte, se lo si desidera.

Non è privo di svantaggi: mediamente la capacità refrigerante non supera le 12.000 BTU, dunque raffresca al massimo locali fino a 45 mq.

Inoltre, è spesso piuttosto rumoroso, intorno ai 70 dB, e in molti casi non è presente una modalità di funzionamento silenzioso: può risultare dunque incompatibile con un sonno sereno e riposante.

L’aspetto più scomodo e senz’altro la necessità di installare il tubo di scarico dell’aria calda: la scelta è tra realizzare un foro apposito in una (o più) finestre, o attrezzarsi con un’apposita intercapedine da installare alla finestra socchiusa.

Il condizionatore “fisso” rappresenta una soluzione più definitiva rispetto a quello portatile: oltre a non poter ovviamente venire spostato, richiede l’installazione per mezzo di un installatore professionista e, se ci si trova in una casa in affitto, può essere necessaria l’autorizzazione del padrone di casa.

Rappresenta un’ottima scelta per raffrescare mono o bilocali perché non è ingombrante e mediamente è più silenzioso rispetto a un portatile.

La capacità refrigerante è anch’essa superiore, infatti può toccare e superare le 18.000 BTU (raffresca fino a 75 mq).

Il discorso è complesso e deve tenere conto di tante variabili.

Diciamo però innanzitutto che i prezzi all’acquisto, a parità di potenza refrigerante, sono oggi ancora sbilanciati a favore dei condizionatori portatili, che costano in media meno rispetto a un condizionatore a parete.

Questo non stupisce, sia perché al condizionatore split bisogna sempre aggiungere il costo dell’installazione, sia perché mediamente i condizionatori portatili sono meno potenti e meno sofisticati.

Per quanto riguarda invece i consumi, si trovano in generale modelli più efficienti tra i condizionatori split, fermo restando che le macchine dalla classe energetica più alta costano significativamente di più rispetto a macchine meno efficienti.

Ci sono comunque alcuni parametri a cui possiamo badare per assicurarci di acquistare un modello dai costi di funzionamento bassi: BTU e tipo di motore.

La sigla BTU sta per British Termal Unit, un’unità standard per indicare la capacità refrigerante di un condizionatore.

Maggiore è il numero di BTU, maggiore sarà la superficie che un condizionatore può raffrescare efficacemente. Per produrre un elevato numero di BTU è necessaria molta potenza, per cui i condizionatori più potenti sono immancabilmente anche i più pesanti in bolletta.

Per evitare di acquistare un climatizzatore sovradimensionato consigliamo di valutare attentamente la metratura da raffrescare e scegliere un modello dalla potenza commisurata, come indicato in tabella:

Oltre alla potenza refrigerante, incide sui consumi di un condizionatore anche il tipo di motore che esso utilizza. Il motore può essere del vecchio tipo “on/off” oppure inverter.

I motori “on/off” funzionano portando l’ambiente alla temperatura desiderata e spegnendosi una volta raggiunta. All’innalzamento della temperatura il motore si riaccende e riporta la temperatura al livello stabilito.

I motori inverter, invece, rimangono accesi anche al raggiungimento della temperatura, ma si regolano in modo da non farla risalire.

Questo si traduce in un minore consumo energetico e in meno oscillazioni della temperatura ambiente.

L’impatto del condizionatore sulla nostra bolletta energetica dipende ovviamente anche dall’uso che ne facciamo.

Se vogliamo raffreddare di molto l’ambiente consumeremo naturalmente di più rispetto ad un raffreddamento più contenuto.

Bisogna sempre e comunque tenere presente che la temperatura ideale in casa d’estate dovrebbe essere compresa tra i 25 e i 28 °C e idealmente non ci dovrebbero essere più di 5 °C di scarto tra la temperatura in casa e quella fuori.

Evitate dunque di impostare il condizionatore a 18 °C: lo scarto è eccessivo e può portare a problemi di salute (non tanto per la temperatura in sé, quanto per lo sbalzo termico non appena si lascia il locale climatizzato), per non parlare del consumo in bolletta che lievita con l’abbassarsi della temperatura.

Se intendiamo usare il condizionatore anche di notte, che sia portatile o a parete, conviene assicurarsi che il modello scelto abbia una modalità di funzionamento a basse emissioni sonore.

Questi apparecchi possono avere molte altre funzioni extra, ma dobbiamo ricordare che ciò andrà a influire sul costo della macchina.

Di base, comunque, tutti i condizionatori hanno le funzioni standard di raffrescamento, pompa di calore, deumidificazione e sola ventilazione.

22 Luglio 2020 · Gennaro Andele

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