Riscaldamento nelle case – Cose da sapere sulla manutenzione della propria caldaia


In molte case degli italiani, soprattutto nel centro nord, tra poco si comincerà il riscaldamento.

Tra poco arriverà il momento di accendere di nuovo, purtroppo, i riscaldamenti nei nostri appartamenti: non effettuo la manutenzione della caldaia, però, da diversi anni.

Vorrei sapere se ciò è pericoloso e quali sono, in genere, le operazioni da portare a termine, ogni quanto e con quali costi.

In molte case degli italiani, soprattutto nel centro nord, tra poco si comincerà il riscaldamento. Ma ogni quanto va fatta la manutenzione della caldaia, e cos’altro bisogna sapere?

Vediamo, dunque, quali sono le dieci regole principali per risparmiare in energia e in bolletta:

  • Fare la manutenzione periodica degli impianti. In questo modo l’impianto consuma e inquina meno. La periodicità consigliata per la manutenzione è indicata sul libretto uso e manutenzione della caldaia. Ma qual è il costo? Per la manutenzione ordinaria si va dai 60 agli 80 euro, salvo il costo di eventuali pezzi di ricambio.
  • Controllare la temperatura dell’ambiente. Secondo quanto consentito dalla normativa la temperatura deve essere di 20 – 22°, ma anche con 19° è garantito il comfort necessario.
  • Usare i cronotermostati intelligenti. Tali dispositivi possono essere gestiti attraverso lo smartphone aiutano a risparmiare energia permettendo di regolare la temperatura e il tempo di accensione dell’impianto solo quando è necessario.
  • Applicare valvole termostatiche. Queste apparecchiature consentono di mantenere costante la temperatura impostata dell’acqua calda, concentrando il calore negli ambienti più frequentati ed evitando sprechi di energia.
  • Attenti alle ore di accensione. Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia.
  • Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone. In questo modo è possibile ridurre le dispersioni di calore.
  • Schermare le finestre la notte. Le dispersioni di calore verso l’esterno possono essere evitate chiudendo bene persiane e tapparelle.
  • Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni. Per non disperdere il calore è opportuno evitare di mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria.
  • Fare il check up alla propria casa. E’ poi bene fare attenzione all’isolamento termico di pareti e finestre dell’edificio. In questo modo è possibile ridurre i consumi di energia fino al 20% e si può usufruire della detrazione fiscale del 65% sui costi dell’intervento.
  • Rinnovare l’impianto di riscaldamento. E’ bene poi prendere in considerazione la sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione. E se l’impianto è vecchio, magari è bene valutarne il rinnovo. E’ opportuno ricordarsi che si può usufruire della detrazione fiscale del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici.

Inoltre, è bene sapere che la legge prevede anche di effettuare, ogni 4 anni per le caldaie autonome con potenza inferiore a 35 kw e con meno di 8 anni di vita, il controllo dell’efficienza energetica, meglio conosciuta anche come verifica dei fumi o bollino blu; per le caldaie più vecchio di 8 anni la frequenza sale a ogni 2 anni.

Inoltre, è possibile che la normativa sia stata modificata a livello regionale è importante quindi verificare gli obblighi previsti nella propria regione.

Il controllo consiste nella pulizia del bruciatore e dello scambiatore di regolazione, dello scarico dei fumi e della ventilazione.

Si tratta di operazioni utili a conservare l’impianto in uno stato efficiente e funzionale, che assicurano la sicurezza dell’impianto e contribuiscono ad evitare gli incidenti causati da impianti a metano.

Il tecnico che esegue le operazioni di controllo dell’impianto, deve rilasciare un rapporto di controllo da allegare al libretto di impianto, trasmettendone una copia all’autorità competente, Comune o Provincia.

Il costo per il controllo dell’emissioni di fumi può variare molto e, indicativamente, può oscillare fra le 70 e le 150 euro.

Non bisogna poi dimenticare la carta d’identità della caldaia.

In va detto che dal 15 ottobre 2014 è in vigore un nuovo libretto di impianto che deve essere compilato la prima volta dal tecnico che effettua la prima manutenzione dopo tale data.

Si tratta, appunto, della carta d’identità.

Tale documento per legge deve riportare i dati del cliente, il numero di matricola dell’apparecchio, i risultati degli interventi di manutenzione nonché i dati relativi all’analisi dei fumi.

Il vecchio libretto deve essere conservato perché rappresenta la documentazione storica della caldaia.

18 Ottobre 2019 · Andrea Ricciardi

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