Rinuncia eredità e morosità nei confronti di ALER

Mio fratello è deceduto a settembre lasciando debiti nei confronti di Equitalia e Aler: possedeva il 10% di un immobile con rendita catastale molto bassa, abbandonato dal 1987 per mancati accordi fra eredi. I tre figli maggiorenni, senza figli, faranno rinuncia di eredità entro tre mesi dalla data della morte.

Mio marito e io abbiamo avviato la procedura presso il giudice tutelare per la tutela della figlia sedicenne, motivando anche la necessità di rinuncia dell'eredità da parte della minore. Tale procedura richiederà alcuni mesi quindi la nomina di tutore andrà oltre il tre mesi dalla morte del padre. Nel caso di minore è previsto un termine più lungo per la rinuncia?

Io sorella senza figli, zie e cugine con relativi figli maggiorenni, quest’ultimi senza figli, e figli minorenni (quindi parenti fino al VI grado) quando possiamo fare rinuncia di eredità?

A mio fratello è intestato il contratto di affitto ALER dell'immobile dove risiedono i miei nipoti. Ad aprile 2015 mio fratello aveva sottoscritto un piano di rientro con 36 cambiali per il mancato pagamento di canoni di locazione per un totale di € 8.000,00. In caso di subentro di uno dei figli al contratto il debito del padre nei confronti di Aler è trasmissibile ai figli? Si può pagare il debito di un defunto dopo la rinuncia dell'eredità?

Se si è in possesso di beni ereditari la rinuncia all'eredità deve essere presentata entro tre mesi dal decesso (articolo 458 codice civile); se non si è in possesso dei beni ereditari la rinuncia all'eredità può essere presentata fino alla prescrizione del diritto (10 anni).

L'accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario consente di distinguere il patrimonio del defunto da quello dell'erede: in questo modo l'erede risponderà di eventuali debiti del defunto soltanto con il patrimonio ereditato. Questa procedura è obbligatoria se l'erede è un minore.

Il subentro in una casa di edilizia pubblica dell'ALER non è regolata da diritti ereditari, ma si tratta di una facoltà riservata a coloro che hanno fatto costantemente parte del nucleo familiare dell'assegnatario defunto. Sarà dunque possibile trasferire il contratto di assegnazione ad uno dei figli di suo fratello deceduto. Naturalmente bisognerà, contestualmente al subentro, saldare il debito a quel momento esistente (anche attraverso una rateazione): come già accennato la rinuncia all'eredità, in un tale contesto, non entra assolutamente in gioco.

28 ottobre 2015 · Marzia Ciunfrini

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