Rincaro energetico – Quanto si risparmia con l’intervento del governo?


Sono stati ufficializzati gli interventi del Governo per aiutare i cittadini ad arrivare a fine mese, senza affannarsi per pagare le bollette energetiche, arrivate a prezzi esorbitanti.

Quanto si risparmia con il nuovo decreto?

Il nuovo decreto ha come scopo quello di aiutare imprese e famiglie a sostenere i rincari sulle bollette di gas e luce: da un lato, quindi, si è scelto di potenziare il bonus sociale per i nuclei familiari in difficoltà economica, alzando la soglia Isee per poter accedere all’agevolazione.

In questo modo, altre 5,2 milioni di famiglie potranno accedere allo sconto in bolletta, senza nemmeno dover presentare domanda.

Per le imprese cosiddette energivore e gasivore (cioè quelle che per funzionare necessitano di grandi quantità di energia elettrica e di gas) sono previsti nuovi crediti d’imposta e la possibilità di rateizzare gli importi fino a due anni.

Partiamo dalle novità per le famiglie.

L’aiuto previsto dal Governo non riguarda la totalità dei nuclei familiari, ma si è pensato di sostenere solo quelli in difficoltà economica. La strada scelta è stata quella del potenziamento del bonus sociale, che consiste in uno sconto automatico sulle bollette di gas e luce.

In questo momento, e per tutto il primo trimestre 2022, hanno diritto al bonus:

  • le famiglie con un Isee sotto gli 8.265 euro annui;
  • i nuclei numerosi con un Isee di 20.000 euro annui e più di 3 figli a carico;
  • i beneficiari di reddito o pensione di cittadinanza;
  • gli utenti fragili che utilizzano apparecchiature elettromedicali.

Il nuovo decreto non cambia il funzionamento del bonus, ma interviene sul limite Isee per accedere all’agevolazione, alzandolo a 12.000 euro.

In base a quanto comunicato dal Consiglio dei ministri l’agevolazione verrà applicata a partire dal 1° aprile fino al 31 dicembre 2022.

Per sapere con precisione il risparmio previsto dal 1° aprile in poi bisognerà innanzitutto tenere in considerazione i rincari sulle utenze, e poi dovrà essere l’Arera a comunicare l’importo del bonus spettante.

Come ha dichiarato il Presidente Draghi durante la conferenza stampa del 18 marzo, queste famiglie torneranno a pagare gli stessi prezzi dell’estate scorsa.

Secondo i dati Arera, a luglio 2021 già erano iniziati i primi rincari sulle utenze. Nello specifico, per l’elettricità la spesa per la famiglia tipo è aumentata di circa 559 euro, con una variazione del +12% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2019 – 30 settembre 2020), corrispondente a un aumento di circa 62,4 euro su base annua. Per quanto riguarda il gas, la spesa della famiglia-tipo ha subito un aumento di circa 993 euro, con una variazione del -1,3% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad una riduzione di circa 13 euro su base annua.

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri del 18 marzo contiene dei bonus ad hoc dedicati alle imprese. Il Governo ha deciso di introdurre due crediti d’imposta nuovi, e potenziarne altri due.

I due nuovi crediti d’imposta sono:

  • per le imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica. Il credito è pari al 12% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel secondo trimestre del 2022. Il bonus viene riconosciuto se il prezzo della stessa, calcolato sulla base della media riferita al primo trimestre 2022, abbia subito un incremento del costo per kWh superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019;
  • per le imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale. Il credito è pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel secondo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, se il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019.

I bonus si possono cedere ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione.

Si seguono quindi le nuove regole sulla cessione del credito: è possibile esercitare l’opzione due volte solo se a favore di banche e intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario ovvero imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia.

Gli altri due bonus potenziati sono quello già riconosciuti dal decreto-legge n. 17/2020:

  • quello a favore delle imprese energivore (dal 20% al 25%);
  • quello a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale (dal 15% al 20%).

22 Marzo 2022 · Andrea Ricciardi



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