Ricorso per ottenere prima tranche REM (prime 2 rate) non erogata causa “disguido”


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Ho avuto diritto, a causa della mia situazione personale, alla misura REM erogata dal governo: il sussidio è stato concesso in più quote mensili (5 attualmente) e tre di queste, dopo aver fatto richiesta diretta su sito, mi sono state assegnate regolarmente.

Il problema riguarda le prime 2. In questa prima fase, avevo chiesto aiuto al mio assistente fiscale “storico” (vista la mia inesperienza in materia) per redigere e inviare la pratica. Afferma che se ne occuperò lui, mi dice intanto (ma solo dopo mia richiesta sul daffare…) di inviargli l’estratto conto per l’ISEE che è disponibile nell’area riservata di un qualsiasi conto bancario.

Non fa alcuna menzione dell’ISEE da compilare e registrare tramite il sito dell’INPS. Gli invio la “documentazione” richiesta, e vengo a sapere che, sempre tramite il sito dell’INPS, è possibile controllare l’avanzamento della propria pratica.

Mi collego e vedo che a mio nome non risulta nulla. Lo avverto, ma mi risponde che se inviata tramite patronato (a cui lui si appoggia) non è visibile…

Mi pare strano. Decido di chiamare l’INPS, che mi avvisa che a mio nome non risulta nessun inoltro (risposta del call center). La ragazza al telefono si offre gentilmente di compilarmi la pratica e di registrarla. Tuttavia, nemmeno lei fa riferimento alla certificazione ISEE (se l’avessi prodotta o meno). La pratica appare visibile in area riservata, ma i dati in possesso dell’Istituto sono parziali, pertanto la prima domanda viene respinta.

Informo, un po’ adirato, il mio assistente, che controbatte che l’errore è stato loro in quanto la pratica è stata inoltrata e protocollata ben prima del termine ultimo. Secondo lui l’errore è mio che non ho aspettato.

Insomma: uno scaricabarile di doveri e responsabilità che provocano questo spiacevole “disguido”.

Si offre di fare ricorso (dice lui, perché a quanto pare è assolutamente possibile), ma è un continuo rimando di “elaborazioni pratiche”, da settembre, e ad oggi ancora nulla di fatto.

Naturalmente, tutto ciò che mi ha detto e “promesso” è scritto e testimoniato dai suoi messaggi.

Allo stato delle cose, visto che sono stato danneggiato, chiedo cortesemente un’opinione sul daffare. Non so, fare ricorso diretto (anche se non so se sia temporalmente possibile) oppure far intervenire un avvocato per chiarire la situazione e presentare un esposto contro di lui.

Danneggiato, sì, ma anche deluso visto che lo conosco da 20 anni e non so perché abbia agito in questo modo. Grazie del vostro supporto, un cordiale saluto.

Se la mancata erogazione del beneficio è riconducibile all’omessa presentazione di una Dichiarazione Sostitutiva Unica ISEE di riferimento, alla quale agganciare l’istanza finalizzata ad ottenere il Reddito di EMergenza (REM), allora conviene pazientemente attendere il ricorso presentato dal suo assistente fiscale.

12 Febbraio 2021 · Tullio Solinas



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