Richiesta pagamento dopo 21 anni - Cosa fare?

Vi espongo quanto mi sta accadendo in questi giorni: sono stato contattato da uno studio legale in riferimento ad una vecchia pratica già contestata per un "contratto" con una società di insegnamento lingue straniere da me presumibilmente firmato nel lontano 1997.

Più precisamente ecco le fasi.
Nel Luglio 1997 mi trovavo a Roma per il servizio militare e venivo avvicinato in centro da un'operatrice di una società che mi poneva alcune domande per un sondaggio tra i giovani riguardo allo studio.
Le domande erano a carattere generico, su titolo di studio, nucleo familiare ecc..

A fine intervista, purtroppo qui mancanza mia, mi veniva chiesta una firma unita a numero di documento, assicurandomi che si trattava di invio di materiale pubblicitario.

Dopo circa un mese ricevevo un sollecito di pagamento con bollettini postali per una cifra di circa un milione di Lire, per un corso di lingua inglese da me acquistato.

Subito provvedevo a contestare quanto richiesto e dopo vari scambi di raccomandate A/R mi trovavo citato di fronte al Giudice di Pace per la risoluzione della questione.

Davo quindi mandato ad un avvocato il quale nella memoria difensiva esponeva essenzialmente, contratto estorto con frode, incompatibilità della sede tribunale (Citato a Roma ma appartenente a Tribunale di Monza) e contestazione per contratto stipulato al di fuori di locali commerciali, in osservanza delle leggi allora vigenti.

Il giorno dell'udienza, anno 1998, la controparte non si presentò e non iscrisse a ruolo la causa.

Da quel momento ho ricevuto solo una richiesta di pagamento da parte di una società di recupero crediti di Roma nell'ottobre 2003, tramite posta prioritario (non Raccomandata) chiedendomi la cifra più altri interessi.

La richiesta è stata da me ignorata.

Due mesi fa circa mi trovo a ricevere un sollecito questa volta tramite studio legale di Palermo per il pagamento della cifra di circa 1600€, con allegata una serie di documenti.

A fronte della mia contestazione in quanto la richiesta è fuori prescrizione lo studio ha prodotto due ricevute di presunte Raccomandate AR datate giugno 2003 e giugno 2011 che interromperebbero la prescrizione.

Dico presunte perché la prima ricevuta riporta “rifiutata” mentre la seconda è un avviso di giacenza ma nessuna è una ricevuta di ritorno, sottolineando anche che nel periodo da loro indicato nel 2011 io ero anche assente in quanto in vacanza.

Io non ho assolutamente memoria né traccia di dette raccomandate e il mio legale dell' epoca da me interpellato ovviamente non ha più traccia della documentazione.

Vi è anche una fotocopia di scarsa qualità di un contratto in cui vi sono due firme contestate come mie ma delle quali ho parecchi dubbi in quanto la qualità della copia è veramente scarsa.

Ho chiesto consiglio ad un legale che ha redatto una risposta contestando la richiesta in più punti.
La risposta del legale della controparte è stata una richiesta di una cifra di patteggiamento di 400 euro per chiudere la questione, tenendo a precisare però che tale richiesta non può essere presentata in eventuale giudizio.

Vorrei sapere se è normale richiedere un pagamento, ampiamente contestato, dopo 21 anni passati e soprattutto non capisco l' accontentarsi di un quarto della cifra dopo così tanto tempo.

Posso contestare gli stessi argomenti dell'epoca (ho ancora la memoria difensiva e la loro vecchia citazione) oppure non verrebbero considerati?

E' plausibile una nuova citazione in giudizio, oppure no?

Troppe energie sprecate per una pretesa di mille e seicento euro: magari avrà anche pagato l'avvocato che ha redatto la contestazione.

Lasci stare e attenda il decreto ingiuntivo se, e quando, le sarà notificato.

A quel punto se è escutibile (ci ha detto tante cose, ma nessuna relativa a suoi eventuali redditi e patrimoni) si rivolgerà ad un avvocato per opporsi al decreto ingiuntivo ed eccepire l'intervenuta prescrizione del credito (così saprà anche se la presunta documentazione interruttiva dei termini di prescrizione, esibita a lei dallo studio legale, è valida davvero).

Per ora, non c'è altro da fare.

11 luglio 2018 · Simone di Saintjust

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre discussioni simili nel forum

prescrizione e decadenza dei debiti e dei crediti
recupero crediti

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Delegare le pulizie dello studio rende soggetti ad IRAP?
L'addetto alle pulizie di uno studio professionale che si avvale in gran parte di strumenti forniti dal titolare dello studio è un lavoratore dipendente e non un collaboratore esterno (CdA Firenze sent. numero 913 del 29 gennaio 2010). Conseguentemente, il professionista che si avvale di una persona terza per l'esecuzione ...
Equitalia » Tempi di conservazione dell'avviso di ricevimento delle raccomandate
Equitalia ha l'onere di conservare l'avviso di ricevimento delle raccomandate a/r spedite al contribuente per cinque anni. La conservazione della matrice dell'avviso di ricevimento della raccomandata presso gli uffici, infatti, è funzionale sia al diritto di accesso agli atti presentato dal contribuente, sia all'eventuale produzione in giudizio, in caso di ...
La cambiale ipotecaria » Di cosa si tratta
La cambiale ipotecaria è un titolo di credito cartolare garantito da ipoteca. Come tutti i titoli di credito cartolari, anche la cambiale ipotecaria incorpora i diritti e le obbligazioni che emergono dal documento cartaceo che la rappresenta, è di norma redatta su appositi moduli prestampati e deve rispondere ad esigenze ...
Quote condominiali - L'amministratore non può inviare il sollecito di pagamento al datore di lavoro del condomino moroso
L'Autorità per la protezione dei dati personali ha dichiarato illecito il trattamento effettuato da un amministratore che aveva inviato un sollecito di pagamento al datore di lavoro di un condomino in ritardo con il saldo di alcune rate, anziché a lui personalmente. Il sollecito di pagamento delle rate condominiali arretrate, ...
Garanzie – fideiussione con escussione a prima richiesta (esempio)
Tizio stipula un contratto di subappalto con Caio Tizio chiede una fideiussione con escussione a prima richiesta a Caio per garantirsi da eventuali inadempienze di Caio nell'esecuzione del contratto di subappalto. Vengono stabilite delle penali pecuniarie che Caio dovrà corrispondere a Tizio quando vengano violate le clausole contrattuali concordate. O ...

Briciole di pane

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali - se accedi ai contenuti dichiari di averne preso visione
contatti


Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Cerca