Richiesta di liberatoria per ottenere un anticipo del proprio fondo pensione

Nell’anno 2011 ho sottoscritto una cessione dello stipendio: da premettere che sto pagando regolarmente tutte le rate, il giorno 3 dicembre 2015, ho richiesto tramite fax di avere una liberatoria, a poter svincolare la somma di 9000 euro dal mio fondo pensione; al fax ho allegato la copia dell’ultima posizione assicurativa del fondo, ricevuta a gennaio 2015, inoltre gli ho inviato anche la stampa della posizione aggiornata ad ottobre 2015, ricavata dal sito del fondo stesso.

Dopo vari contatti telefonici nei giorni seguenti al fax inviato, senza avere nessuna notizia in merito, il giorno 14 dicembre un addetto al servizio clienti mi informa che dovevo integrare la richiesta con una copia dell’ultima busta paga e la copia aggiornata della posizione del fondo, e che mi avevano inviato una lettera al mio indirizzo con tale richiesta. Quindi provvedevo stesso in giornata ad inviare nuovamente il fax con quanto richiesto.

Dopo alcuni giorni contattavo nuovamente il servizio clienti per avere notizie sullo stato della pratica, ma mi viene risposto sempre che a loro non risulta ancora nessun fax e che dovevo attendere. Finalmente il giorno 30 dicembre mi viene detto che il fax è arrivato e che dovevo inviare nuovamente la posizione aggiornata del fondo. A questo punto chiedo di avere ulteriori spiegazioni in quando avevo inviato già due volte la posizione del fondo in mio possesso, quindi di sapere se quella inviata non andava bene perchè aggiornata a gennaio 2015 o cos’altro.

Però l’operatore non ha saputo darmi risposte dicendomi solamente di inviare nuovamente quello che avevo in mio possesso tramite mail, e specificare il tutto nel corpo della mail. Cosa che faccio il giorno 30 dicembre, specificando dettagliatamente tutta la situazione, e chiedendo cortesemente, di essere contattato tramite mail, perché avevo urgente bisogno di prelevare quella somma dal fondo per problemi economici che sto affrontando.

Però a tutt’oggi non ho avuto notizie, inoltre in data 8 dicembre ho contattato nuovamente il servizio clienti per avere notizie, e mi è stato risposto che a loro non risultava niente, e di richiamare martedì prossimo, ed eventualmente dovevo inviare nuovamente il tutto. A questo punto, volevo chiedervi come è possibile che un fax o una mail per essere lavorati devono trascorrere più di dieci giorni ogni volta?

Quindi visto che mi sento preso in giro, volevo chiedere se era possibile denunciare questo comportamento scorretto da parte della Banca a qualche autorità e se potete darmi qualche suggerimento per cercare di velocizzare questa mia richiesta di liberatoria.

Inoltre faccio presente che dalla posizione assicurativa che ho inviata si evince che a gennaio 2015 era di 24.758 euro mentre in quella aggiornata ad ottobre 2015 è di 28.361 euro, mentre la somma che io devo ancora versare a loro è di 15.500 euro.

Come più volte ribadito dall’Arbitro Bancario Finanziario, il principio di correttezza e buona fede esplica la sua rilevanza nell’imporre, sia alla banca che al cliente, il dovere di agire in modo da preservare gli interessi dell’altra parte, a prescindere dall’esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da singole norme di legge.

Nel caso specifico si tratta di una richiesta di liberatoria di cui il cliente, dopo aver sottoscritto con la banca una cessione del quinto (che vincola per il residuo da pagare anche il TFR) ha bisogno per poter accedere ad un nuovo prestito, erogato dal proprio fondo pensione (prestito anch’esso garantito dal TFR disponibile e non vincolato alla cessione), a condizioni più vantaggiose di quelle offerte dal mercato.

Senza la liberatoria fornita dalla banca il cliente patisce un danno conseguente al fatto di dover accedere, per ottenere il prestito, al tradizionale canale bancario, con maggiori interessi da corrispondere o addirittura con il rischio di vedersi opporre un diniego.

Tanto premesso, va chiarito, tuttavia, che, per poter contestare alla banca la violazione del principio di correttezza e buona fede riconducibile alle lungaggini nella elaborazione della certificazione finalizzata ad ottenere il nuovo prestito di cui lei ha bisogno, è necessario avere prova dell’invio sia dell’istanza che della documentazione richiesta dalla banca per rilasciare la liberatoria.

Prove di invio che fax ed e-mail a caselle di posta elettronica non certificata (così come le risposte degli addetti al contact center della banca) certamente non offrono.

Il suggerimento è allora quello di inviare alla banca un formale reclamo con raccomandata A/R, lamentando i ritardi di lavorazione che la sua istanza ha subito ad oggi ed i danni patrimoniali a cui tale ritardo la espone.

Per abbreviare i tempi può utilizzare la c.d. raccomandata 1 (consegna al destinatario entro un giorno lavorativo successivo a quello della spedizione).

Solo in questo modo, qualora la banca non esaudisse la sua richiesta nell’arco dei 30 giorni successivi alla data di ricevimento, oppure continuasse a dilatare strumentalmente i tempi di lavorazione della pratica (con reiterate richieste di documentazione già inoltrata) sarebbe possibile adire l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) per veder riconosciuto almeno il diritto ad un risarcimento danni, seppur equitativo.

Il ricorso all’ABF non richiede assistenza tecnico legale, può essere inviato per posta ed i costi sono limitati ai diritti di segreteria.

10 Gennaio 2016 · Ornella De Bellis

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