E’ possibile la revoca di assegnazione della casa familiare se il figlio affidato quando era minorenne, oggi maggiorenne ma studente, frequenta corsi universitari in altra città?

In seguito a separazione consensuale, mi è stata assegnata la casa familiare di proprietà del coniuge separato e l’affidamento del figlio avuto nel corso del matrimonio. Mio figlio, ora maggiorenne, ma non ancora economicamente autosufficiente, ha deciso di frequentare una facoltà universitaria fuori sede, molto lontana dalla casa in cui risiede con me.

Ho paura che il mio ex marito chiede la revoca dell’assegnazione della casa familiare. Secondo voi, il motivo della frequenza del figlio ai corsi universitari in una città diversa da quella di residenza è sufficiente all’accoglimento alla revoca dell’assegnazione della casa?

L’assegnazione della casa familiare non può essere disposta per soddisfare finalità diverse dall’esigenza dei figli di mantenere le proprie consuetudini di vita, continuando a coltivare le relazioni sociali nel tempo instaurate: tanto è vero che l’affidamento dei figli minori o dei maggiorenni non economicamente autosufficienti ne costituisce il presupposto.

E’ anche vero, tuttavia, richiesta dalla legge anche la convivenza con i figli affidati, ai fini della conferma dell’assegnazione della casa coniugale, potendo, diversamente, il provvedimento essere revocato (Corte di Cassazione, ordinanza 13295/2014).

Se, però, il figlio continua ad avere un collegamento stabile con l’abitazione in cui convive con il genitore assegnatario (ad esempio tornando a casa nei weekend, in periodi di preparazione agli esami oppure quando non c’è l’esigenza di seguire corsi), nessuna revoca dell’assegnazione potrà essere disposta solo in virtù della scelta dello studente, maggiorenne ma non ancora economicamente autosufficiente, di recarsi presso una diversa città per ragioni di studio (Corte di Cassazione, ordinanza . 25604/2018).

28 Agosto 2019 · Marzia Ciunfrini

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