Redditometro 2021 – Ecco come lo Stato controlla i tuoi soldi


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Dopo tanto, si sente molto parlare nuovamente del redditometro, uno strumento che utilizzerebbe il Governo per spiare i nostri conti e cercare irregolarità, per poi poterci sanzionare.

Quanto c’è di vero? Come funziona?

Il governo presieduto da Mario Draghi ha deciso di puntare sull’attivazione del nuovo Redditometro: il dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia ha pubblicato sul suo portale una consultazione (sarà disponibile fino al 15 luglio) con le categorie sullo schema di decreto.

All’interno ci sono gli elementi da cui partire per ricostruire la capacità contributiva dei contribuenti. L’anno di partenza di riferimento è il 2016.

Ma cos’è il Redditometro? E come funziona?

Il Redditometro è uno strumento nato per individuare i contribuenti che, avendo dichiarato un reddito specifico, hanno sostenuto spese per un importo molto più alto. Il suo ricorso è incoraggiato dalla lotta all’evasione fiscale.

La misura non è ancora ufficialmente in atto, ma sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze è stata avviata una consultazione pubblica “riservata alle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori” che entro il 15 luglio prossimo dovranno dare il loro parere sulle disposizioni del decreto attuativo del Redditometro.

Tra le spese considerate ci sono quelle per il mutuo (o l’affitto), quelle legate ai mezzi (come l’automobile), ma anche quelle sostenute per le medicine, per l’istruzione dei figli, per le bollette (comprese quelle telefoniche), per gli abbonamenti alla pay tv (come ad esempio Sky o Dazn).

L’accertamento del Redditometro (per alcune spese, come quelle legate a cibo e abbigliamento – vengono utilizzate delle stime Istat. Si tratta di spese considerate ‘minime’ per posizionarsi al limite della soglia di povertà assoluta) scatterebbe con uno scostamento del 20% (quindi, i controlli scatteranno solo in presenza di uno scostamento tra redditi dichiarati e ricostruiti superiore a tale percentuale”.

L’obiettivo del decreto che prevede il ritorno del Redditometro (era stato bloccato nel 2018) è utilizzare i dati raccolti per risalire ai redditi dei contribuenti e alla loro capacità contributiva.

Il fisco, comunque, darà ai contribuenti anche la possibilità di dare una prova contraria. Ad esempio, per dimostrare che le spese sono state sostenute grazie a redditi non considerati. O, ancora, che le spese attribuite hanno un diverso ammontare o che la quota di risparmio utilizzata per i consumi si era formata negli anni precedenti.

14 Giugno 2021 · Andrea Ricciardi



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