Reddito di lavoro dipendente prestato all'estero e retribuzione convenzionale

Il lavoratore dipendente fiscalmente residente in Italia che presta per un periodo superiore a 183 giorni la propria attività lavorativa all'estero in modo continuativo e come oggetto esclusivo del rapporto di lavoro può avvalersi, ai fini della tassazione del reddito di lavoro dipendente, della retribuzione convenzionale indicata nel Decreto del Ministro del Lavoro che annualmente determina tali retribuzioni.

E' possibile avvalersi di tale facoltà anche nel caso in cui nel decreto non sia individuabile l'attività svolta dal contribuente operando una assimilazione ad attività similari?

Il particolare regime di tassazione previsto dall'art.51, comma 8-bis), del TUIR per quei lavoratori che, nel rispetto di determinate condizioni prestano la propria attività lavorativa all'estero, prevede che il reddito di lavoro dipendente, in deroga al criterio analitico dettato per tale categoria reddituale, sia determinato assumendo come base imponibile la retribuzione convenzionale fissata con decreto del Ministro del lavoro, senza tener conto della retribuzione effettivamente corrisposta al lavoratore e in particolare, senza tener conto degli elementi di retribuzione aggiuntivi corrisposti al lavoratore a seguito dell'invio all'estero.

La mancata previsione nel decreto ministeriale del settore economico nel quale viene svolta l'attività da parte del dipendente costituisce motivo ostativo all'applicazione del particolare regime.

3 marzo 2012 · Piero Ciottoli

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Utilizzo personale della navigazione in internet e della posta elettronica aziendale durante l'orario di lavoro - Illegittimo il licenziamento del dipendente se la sua condotta non ha arrecato danno all'attività produttiva
L'uso improprio di strumenti di lavoro aziendali e nella specie del personal computer in dotazione, delle reti informatiche aziendali e della casella di posta elettronica, non giustificano il licenziamento disciplinare, qualora non emerga che l'utilizzo personale della posta elettronica e della navigazione in internet abbiano determinato una significativa sottrazione di ...
Licenziamento per scarso rendimento del dipendente - Onere della prova per il datore di lavoro
Nel licenziamento per scarso rendimento del lavoratore, rientrante nel tipo di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, il datore di lavoro, non può limitarsi a provare solo il mancato raggiungimento del risultato atteso o l'oggettiva sua esigibilità. Il datore di lavoro deve anche provare che la causa di esso derivi da ...
Tfr non corrisposto dal datore di lavoro e morte del dipendente » Spetta agli eredi
Alla morte di un lavoratore dipendente, al quale non sia stato ancora corrisposto il TFR (trattamento di fine rapporto), a chi spetta l'ammontare del credito? Quando si parla di TFR è bene sapere che, in caso di decesso del dipendente, lo stesso non confluisce indistintamente nell'asse ereditario del defunto come ...
Tutela della Maternità » Anche se moglie è casalinga il coniuge ha diritto ai riposi giornalieri
Tutela della maternità: interessante sentenza del Consiglio di Stato. Viene parificata la posizione della casalinga alla dipendente. I riposi giornalieri spettanti al pubblico dipendente in maternità possono essere usufruiti dal coniuge, sempre pubblico dipendente, la cui moglie è casalinga. Questo, in sintesi, l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato con sentenza ...
Multe con auto aziendale elevata a dipendente » Spetta al datore di lavoro comunicare i dati del conducente
In caso di una o più multe elevate ad un dipendente, senza contestazione immediata, mentre risulta alla guida di un'autovettura aziendale, spetta al datore di lavoro l'obbligo della comunicazione dei dati del conducente. Risponde il datore di lavoro della mancata comunicazione dei dati del conducente se l'infrazione stradale è stata ...

Briciole di pane

Altre info



Cerca