Recupero crediti esattoriali ed ordinari per cittadino italiano che risiede e lavora all’estero ma che non è iscritto all’AIRE

Ho maturato in Italia diversi debiti sia con aziende private (tot 40-50 mila euro), sia con Agenzia Entrate 3-4 mila euro, sia con una partecipata dello Stato. Da tutti o quasi ho ricevuto ingiunzioni all’indirizzo italiano in cui risulto residente.

Ora risiedo e lavoro in Portogallo e per ovvie ragioni non ho dichiarato i redditi in Italia. Quali sono le possibilità che questi enti decidano di attuare un’azione di recupero in terra straniera? Quali i tempi? L’azione dovrebbe essere avallata da un giudice locale? Come potrei tentare di proteggere il mio stipendio portoghese, considerato che sarebbe l’unico bene attaccabile visto che non ho altri beni e quel poco che ho è intestato a mia moglie (separazione dei beni)?

Da un precedente intervento emerge che lei non è iscritto all’AIRE: risulta, pertanto, ancora residente in Italia ed è irreperibile alla notifica di atti giudiziari relativi a contenzioso civile e tributario.

Al momento questa ci sembra una buona mossa per tutelare il suo stipendio portoghese da eventuali aggressioni dei creditori italiani, esattoriali e non.

Per il resto, non siamo in grado di effettuare calcoli affidabili sulla probabilità congiunta che un creditore decida di affidarsi ad una agenzia investigativa e che quest’ultima riesca ad individuare la sua residenza all’estero ed il datore di lavoro portoghese, terzo debitore del debitore italiano.

Tuttavia, qualora ciò avvenisse, in ambito UE, per crediti ordinari, è prevista l’emissione di un decreto ingiuntivo europeo, (qui trova informazioni ulteriori), mentre per i crediti fiscali sono ormai consolidati gli accordi di mutua cooperazione, nella fase di accertamento e riscossione coattiva, fra l’Agenzia delle Entrate italiana e gli omologhi organismi governativi europei.

Di tempi, manco a parlarne.

In ogni caso, dal momento che i creditori sono italiani e i debiti sono stati acquisiti in Italia, la quota pignorabile del suo stipendio portoghese non potrà eccedere il 20% della retribuzione al netto degli oneri fiscali (secondo la normativa italiana).

2 Aprile 2018 · Simone di Saintjust



Condividi il topic dona e vota


condividi su FB     condividi su Twitter    

Seguici su Facebook

Fai in modo che lo staff di indebitati.it possa continuare ad offrire consulenze gratuite. Dona ora!


Vota il topic se ti è stato utile

Approfondimenti

Dove mi trovo?

Ti trovi nel Forum – Debiti e recupero crediti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani e stai leggendo il topic Recupero crediti esattoriali ed ordinari per cittadino italiano che risiede e lavora all’estero ma che non è iscritto all’AIRE