Una rata di prestito non può essere addebitata in conto corrente per mancanza di liquidità » Quali conseguenze?

Sono stato contattato più volte dagli uffici preposti al sollecito e al recupero crediti del mio istituto bancario: nel mio conto non c’è liquidità sufficiente per poter prelevare una rata di un finanziamento, concesso dalla banca, del mese di novembre. Cosa può fare l’agenzia? Sono un pubblico dipendente con busta paga: forse possono farmi un decreto ingiuntivo?

Intanto, alla prossima scadenza, se non pagherà, oltre alla rata di dicembre, anche la rata di novembre già scaduta che non è possibile addebitare in conto corrente, si ritroverà, a gennaio 2019, con due rate in ritardo e verrà iscritto in centrale rischi fra i cattivi pagatori, dove resterà almeno una anno.

Se lascia indietro la rata di novembre senza coprirla, pagando solo le prossime rate in scadenza, a maggio 2019 si troverà comunque con sette rate in ritardo: scatterà, così, la Decadenza dal Beneficio del Termine (DBT). In pratica le verrà chiesto l’intero importo residuo del prestito, senza possibilità di rateizzazione: non adempiendo, seguiranno decreto ingiuntivo, precetto e pignoramento dello stipendio.

Infatti, dopo una sola rata saltata, quella successiva va sempre a coprire la precedente e rappresenta una rata pagata in ritardo.

Senza contare che con sette ritardi (anche non consecutivi) verrà nuovamente segnalato in centrale rischi e questa volta resterà censito per almeno 24 mesi.

25 Novembre 2018 · Ludmilla Karadzic

Ho il diritto di ricevere solleciti di pagamento quantomeno tramite A/R e non con telefonate o sms? Le basi essenziali di un’etica professionale lo impongono. Venendo alla DBT e decreto ingiuntivo: suppongo che, considerata l’importanza di questi provvedimenti, dovrei ricevere una missiva scritta. Quindi domando: quando scatta una DBT o decreto ingiuntivo? Qual’è la tempistica? Vengono concessi dei giorni al debitore?

Sui solleciti di pagamento non c’è alcun obbligo di comunicazione via A/R (i cui costi, peraltro, a carico del debitore, potrebbero essere da questi contestati): il debitore è tenuto a mantenere sufficiente provvista sul conto corrente per gli addebiti permanenti con cui egli stesso ha autorizzato il creditore a chiedere l’importo della rata in scadenza e la banca a soddisfare la pretesa. Il debitore può, naturalmente, pretendere – dal contact center di cui si serve il creditore – l’immediata sospensione di quello che, in questa fase, può essere considerato solo un servizio di cortesia.

La comunicazione di Decadenza del Beneficio del Termine (DBT) deve essere notificata con raccomandata A/R e, come abbiamo scritto, scatta al settimo ritardo (anche non consecutivo) che sancisce, irrevocabilmente, la risoluzione del contratto di prestito (TUB, articolo 40, comma 2): per approfondire la questione vale la pena leggere questo articolo. Sempre con raccomandata AR, o tramite ufficiale giudiziario, va reso noto al destinatario che il creditore ha ottenuto un decreto ingiuntivo nei suoi confronti (40 giorni, decorrenti dalla data in cui viene consegnato il provvedimento di ingiunzione, per presentare eventuale opposizione); con raccomandata AR, o tramite ufficiale giudiziario, va formalmente consegnato anche il precetto (il debitore precettato ha dieci giorni per pagare la somma ingiunta dal giudice, pena la possibilità, per il creditore procedente, di avviare l’azione esecutiva).

Per la segnalazione in centrale rischi non ci sarà alcun preavviso, dal momento che, quando ormai maturano le condizioni per procedere all’iscrizione, non c’è alcun rimedio che il debitore possa porre in essere per evitare la penalità. Per pagare quanto richiesto con la comunicazione di Decadenza del Beneficio del Termine viene normalmente concesso un periodo di 30 giorni (che, tuttavia, può variare a discrezione del creditore).

25 Novembre 2018 · Ludmilla Karadzic

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Stipendio già gravato da prelievo per pignoramento, rate di cessione del quinto e prestito delega, rata del mutuo - Può ancora essere pignorato?
La banca può pignorare uno stipendio quando già grava su questo una cessione del quinto, una delega un altro pignoramento e una rata di mutuo che però non è detratta dalla busta paga e considerando che lo stipendio si aggira intorno ai 1,600 euro? L'azienda non ha ritenuto farlo ma la banca mi ha bloccato il conto dando la colpa all'ufficio pignoramenti. ...

Conto corrente su cui veniva addebitata la rata pignorato da Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER) - Come posso continuare a pagare il mutuo?
Ho un mutuo presso una banca pagato regolarmente da quasi 2 anni: oggi Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) mi ha pignorato il conto. Vorrei comunque continuare a pagare la rata del mutuo come posso fare? Vado a versare esattamente il giorno in cui scade? ...

Debito con finanziaria per prestito personale - Temo pignoramento del conto corrente dello stipendio e della casa
A seguito di gravi difficoltà economiche non riusciamo più a pagare le rate di un prestito personale decennale con una finanziaria. Il debito era di 50.000 euro, abbiamo pagato 7 rate di 744 euro ciascuna e siamo in arretrato di 4 rate. Abbiamo comunicato per iscritto alla Banca (tramite un legale di un'associazione di consumatori) di voler pagare ma con una rata più bassa di massimo 400 euro in quanto abbiamo anche la rata del mutuo di 500 euro e a fronte di 1500 euro di stipendio non riusciamo più a vivere. Da parte della finanziaria finora nessuna risposta. Continuano ...

Dove mi trovo?

Ti trovi nel Forum – Debiti e recupero crediti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani e stai leggendo il topic Una rata di prestito non può essere addebitata in conto corrente per mancanza di liquidità » Quali conseguenze?