Recupero crediti e proposta di cambializzare il debito

Io sono in cassa integrazione (cigs) da oltre un anno, mia moglie non lavora e ho un figlio che ha 16 anni e va a scuola. Da circa 8 mesi non riesco più a pagare le rate di un prestito e di una carta di debito/credito per un ammontare di 550 euro al mese circa. Dopo le centinaia di telefonate ora mi hanno proposto di cambializzare pagando anche 70 euro al mese per 120 mesi. Ho un residuo di 28.000 euro e pagando già 450 euro di mutuo mi è impossibile far fronte a tutto. Cosa mi consigliate?

Per il debitore una proposta di cambializzazione del debito residuo è conveniente solo a fronte di una notevole riduzione dell'importo da rimborsare. In assenza di tale condizione, i vantaggi sono tutti per il creditore, come vedremo più avanti.

Per rendere chiare le conseguenze a cui il debitore si espone cambializzando il debito e come egli, firmando le cambiali, possa facilitare il lavoro del creditore, esaminiamo il caso specifico che lei ha riportato.

Lei, adesso versa in una situazione economica che, comunque non le darà modo di rimborsare il debito, cambiali o non cambiali, inutile nasconderselo. E di questo il creditore è pienamente consapevole.

Supponiamo che, armato di buona volontà e da motivazioni psicologiche (pago il debito così finiscono le telefonate) lei accetti la proposta. Purtroppo non si estingue il debito solo firmando le cambiali, le quali finiranno, oggi, domani o dopodomani, ineluttabilmente impagate.

Supponiamo che fa un paio di anni, lei trovi una nuova occupazione e riesca a raddrizzare la situazione. Con le cambiali impagate, che costituiscono titoli esecutivi, il creditore non dovrà fare altro che precettare il datore di lavoro per ottenere il quinto dello stipendio che lei percepirà. Il debito da rimborsare, tramite prelievi mensili, sarà quello corrispondente alle cambiali firmate oggi (28 mila euro) gravato da interessi di mora e spese legali.

Analizziamo invece cosa accade se lei accetta l'accordo oggi, senza firmale le cambiali, con un piano di rientro tramite bollettini postali, ad esempio. Appena interromperà il rimborso perchè comunque non sostenibile date le sua condizioni economiche attuali, riprenderanno le telefonate, è certo.

Ma, questo è un problema del tutto marginale: leggendo qua e là nel blog, potrà apprendere come reagire e risolvere il problema alla radice.

Stessa situazione si presenterà nell'ipotesi che lei non sottoscrivesse neppure un piano di rientro con pagamenti tramite bollettini postali.

E così, quando poi, fra un paio di anni, lei avrà ripreso a lavorare, il creditore dovrà ancora sudare le proverbiali sette camicie per ottenere il rimborso del credito vantato.

Innanzitutto senza il supporto delle cambiali firmate ed impagate, il creditore dovrà procurarsi un titolo esecutivo e chiedere, quindi, al giudice, un decreto ingiuntivo per poter poi procedere al pignoramento dello stipendio tramite precetto del datore di lavoro. Il debitore, dal canto suo, potrà anche presentare opposizione al decreto ingiuntivo qualora la pretesa del creditore presentata al giudice risultasse esosa (il che accade, ad esempio, quando il creditore tenta di applicare interessi di mora esorbitanti). In ogni caso, un volta che il creditore avesse ottenuto il decreto ingiuntivo,lei si troverebbe nella stessa situazione appena analizzata nell'ipotesi dell'accettazione del rimborso cambializzato.

Tuttavia, nel frattempo, non firmando le cambiali, potrebbe anche accadere, come spessissimo accade, che il creditore (la banca e la finanziaria) non avendo la disponibilità di un titolo esecutivo, e non volendo attendere indefinitamente che il debitore recuperi una situazione economica che gli consenta, spontaneamente o forzatamente, di restituire il dovuto, decida di vendere l'insoluto ad una società di recupero.

Certo, in questo scenario, lei dovrà ancora fare fronte alle telefonate continue ed invadenti degli addetti, ma, a quel punto, sono sicura, avrà imparato benissimo a gestire la situazione. Per di più, manterrà anche le chances di ottenere, o formulare lei stesso, una proposta a saldo stralcio, anche con cambiali, se avrà certezza di poterle pagare e se l'accordo è davvero vantaggioso, comportando un abbattimento consistente (almeno il 50%) del debito iniziale.

Insomma, come spero di aver chiarito, accettare una proposta di cambializzazione riferita all'intero debito residuo nominale e, comunque, in uno stato di assoluta incertezza sulla reale possibilità di poter far fronte all'obbligo che si va a sottoscrivere (quello di pagare le cambiali), non comporta alcun vantaggio per il debitore, se non quello, effimero, di mettere a tacere il telefono per qualche breve tempo. A me sembra un costo troppo alto da pagare.

5 novembre 2014 · Ludmilla Karadzic

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