Recupero crediti con cambiali - Come funziona la cambializzazione del debito?

Per motivi personali, non sono più riuscita a pagare un prestito con una finanziaria. Ora sto contrattando. Loro mi propongono un piano di rientro da pagarsi con cambiali mensili. L'importo è più basso della rata iniziale, quindi economicamente mi converrebbe, ma mi ha lasciata perplessa la loro risposta quando ho proposto di andare da un giudice per il pignoramento del quinto. Quale via effettivamente mi converrebbe?

La riduzione della rata mensile, anche a costo di una cambializzazione del debito residuo, è sicuramente un'ottima cosa a condizione, tuttavia, che l'importo rateale sia effettivamente sostenibile dal debitore e che ci sia, quindi, la possibilità di portare a termine il piano di rimborso.

Altrimenti, il risultato della cambializzazione del debito, specie per il debitore che percepisce un reddito da stipendio, si risolve nel consentire al creditore di evitare la richiesta di un decreto ingiuntivo al giudice e di avviare direttamente la fase giudiziale di pignoramento del quinto sulla base delle cambiali non pagate dal debitore e finite in protesto.

Non si tratta di una differenza di poco conto: a parte l'iscrizione del debitore nel Registro informatico dei Protestati (aspetto sul quale si può anche sorvolare se il debitore è già iscritto ad altra Centrale Rischi, ragion per cui gli è comunque precluso l'accesso a nuovo credito), bisogna considerare che molto spesso il creditore, specie se cessionario (stiamo parlando di società di recupero crediti) non è in grado di dimostrare al giudice, attraverso la necessaria documentazione, la certezza, la liquidità e l'esigibilità dell'importo preteso, sia perché non è in condizioni di produrre tale documentazione (contratto originario di prestito, estratto conto cronologico della posizione debitoria, comunicazione di avvenuta cessione del credito), sia perchè, talvolta, i tassi applicati (contrattuali e/o di mora) vanno oltre la soglia di usura.

3 maggio 2017 · Lilla De Angelis

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre discussioni simili nel forum

cambializzazione del debito residuo

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Quando il recupero crediti asserisce che non serve esibire un estratto conto cronologico del debito
Avevo scritto pochi giorni per una questione di un finanziamento che ho fatto 3 anni fa con la Santander di 10.000 euro purtroppo da piu di un anno e mezzo che ho perso il mio lavoro tempo indeterminato m sono trovata in difficolta per pagarlo . Adesso la banca inizialmente ...
Sinistro senza assicurazione » Come funziona il recupero crediti del Fgvs
Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada (FGVS), costituito presso Consap ai sensi dell'art 283, 1° comma, del Codice delle Assicurazioni, provvede tra l'altro a rimborsare alle Imprese Designate gli indennizzi da queste ultime corrisposte per sinistri causati dalla circolazione di veicoli e natanti non coperti da assicurazione ...
Se il debitore ammette l'esistenza del debito al creditore cedente, la società di recupero crediti cessionaria non può avvalersi di tale ammissione ma deve provarne comunque l'esistenza
Qualora il creditore, nei cui confronti il debitore abbia ammesso stragiudizialmente l'esistenza del credito (ad esempio con una scrittura privata oppure tramite uno scambio epistolare finalizzato alla ricerca di un accordo sui tempi di rimborso) ceda il credito ad un terzo (tipicamente una società di recupero crediti) quest’ultimo, benché divenuto ...
Cambiali ed assegni post datati - nelle mani delle società di recupero crediti nuocciono gravemente alla salute del debitore!
Sono protestata da quasi un anno e mezzo e non sono riuscita ancora a saldare il mio debito. Dopo lettere intimidatorie da parte delle societa recupero crediti, visite di procuratori ed agenti esattoriali, ufficiali giudiziari, sono ancora col dubbio di quanto possa ancora resistere all'avviso di un pignoramento e quanto ...
La quantificazione dell'assegno di mantenimento non deve essere necessariamente proporzionale al canone dell'immobile che il coniuge separato deve lasciare
È vero che non può assegnarsi la casa coniugale al coniuge, ove manchino figli comuni ovvero questi siano diventati autosufficienti economicamente, e che nel quantificare l'assegno di mantenimento dovuto al coniuge economicamente più debole e privo della casa, va considerato lo svantaggio economico conseguente. Tuttavia, l'ammontare dell'assegno, non deve essere, ...

Briciole di pane

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali - se accedi ai contenuti dichiari di averne preso visione
contatti


Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Cerca