Il mercato delle auto gravate da fermo amministrativo


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Il fermo amministrativo dei veicoli incide pesantemente su un numero sempre maggiore di indebitati, probabilmente qualche milione: la Cassazione, con una precedente sentenza ed una recente ordinanza ha inoltre statuito l’obbligo del pagamento del bollo, inducendo sempre più poverelli a cercare di disfarsi della propria auto, ormai inutile e dispendiosa.

Ci sono molte aziende che promettono ottime quotazioni per l’acquisto di auto gravate da fermo amministrativo ed infatti attraggono il povero tapino di turno con valutazioni online piuttosto interessanti, per poi decurtarle drasticamente al momento di concludere la trattativa.

Non ho trovato alcuno strumento utile a stabilire un valore di riferimento per tali veicoli, mi permetto pertanto di chiedere un parere agli esperti, che, seppure come ordine di grandezza, potrebbe almeno dare un contributo per la definizione di un equo prezzo.

Certamente la capacità contrattuale del venditore in questi frangenti risulta piuttosto ridotta, ma potrebbe comunque avvantaggiarsi, qualora vi fossero univoci parametri di valutazione.

Chi acquista l’auto gravata da fermo amministrativo può solo ricavarne pezzi di ricambio, dal momento che non può cedere il veicolo, e libera il venditore dall’onere di mantenere un bene per il quale dovrebbe corrispondere la tassa automobilistica e l’assicurazione RC Auto, se non possiede uno spazio privato dove sistemarlo.

Peraltro, chi possiede un veicolo gravato da fermo amministrativo può pagare il debito e vendere il veicolo senza gravami, al prezzo indicato dalle quotazioni di mercato indicate dalla stampa specializzata: il problema nasce quando la quotazione ufficiale è inferiore al debito, per cui, messa la questione in questi termini, è del tutto velleitario e sofistico attendersi quotazioni ufficiali in un mercato sottostante che non esiste.

Quando il debito, per cui è stato iscritto il fermo amministrativo, è superiore alla quotazione ufficiale del veicolo libero da gravami, il bene non ha mercato: l’equo prezzo è proprio quello fissato dall’incontro di domanda e offerta fra il venditore che non intende (perché non gli conviene) pagare il proprio debito esattoriale e l’acquirente che valuta la possibilità di piazzare il motore, parti di carrozzeria e componenti nel mercato dei pezzi di ricambio provenienti dall’usato.

6 Maggio 2019 · Giuseppe Pennuto



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