Ho pignorato il quinto ad un mio debitore - Cosa succede se muoio prima che si completi il rimborso?

Una decina di anni fa prestai ad un conoscente, in difficoltà con la sua ditta, una somma cospicua. Questo conoscente chiuse l'attività che non era mai andata bene.

Mi mossi per pignorargli a mio nome un quinto dello stipendio quando seppi che prese un impiego presso un'azienda privata. Sono venuto a conoscenza che, oltre al mio credito da restituire, l'ex piccolo imprenditore deve anche restituire una somma importante ad una banca, ma per ridarmi ciò che mi deve, dovrebbero passare ancora altri quindici anni.

Poiché per la mia età e soprattutto il mio stato di salute questi benedetti quindici anni non li vedrò, la mia domanda è questa: alla mia morte, cosa posso fare affinché il debito di questo signore continui ad essere versato, sotto forma di quinto pignorato, ai miei eredi? Oppure alla mia morte non ci sarà modo di evitare che prosegua la banca il pignoramento, lasciando così quel debito parzialmente impagato, a danni dei miei figli?

Nel caso di morte del creditore che ha avviato l'escussione coattiva del debitore attraverso il pignoramento presso terzi, il rimborso del credito, e quindi il pagamento della quota del 20% dello stipendio del debitore, passa agli eredi attraverso la semplice comunicazione di successione al datore di lavoro obbligato.

Affinché la banca riscuota la sua parte non è sufficiente la morte del primo creditore intervenuto nell'azione esecutiva.

Il vero rischio per il creditore ed i suoi eredi, piuttosto, è la morte del debitore senza eredi in grado di pagare o con chiamati all'eredità che ad essa rinuncino.

13 giugno 2014 · Ludmilla Karadzic

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