Quietanza liberatoria, formalizzazione dell’accordo intercorso fra le parti e messa in mora del creditore


Quietanza liberatoria

Un debitore con 5 cambiali protestate vuole saldare quanto dovuto: contatta il creditore, un agente per conto di BANCA IFIS, questi pretende, giustamente il pagamento, ma rilascia la quietanza liberatoria solo entro 60 giorni. Il debitore si dice disposto a pagare con moneta legale quanto dovuto, ma chiaramente pretende la liberatoria all’atto del pagamento. Oltretutto esige il bonifico senza indicare numero pratica e referente. La domanda è: se il creditore può negare liberatoria all’atto del pagamento (con moneta legale) e come può tutelarsi in caso di bonifico bancario senza ricevere la liberatoria.

Per cautelarsi bisogna inviare al creditore una raccomandata A/R in piego senza busta (cioè un foglio con da un lato il contenuto piegato internamente e sul retro coordinate del destinatario – in modo che a posteriori il destinatario non potrà affermare che la busta era vuota).

Nella raccomandata ci si dichiarerà disponibili a saldare il debito residuo, chiedendo, per iscritto, le coordinate IBAN dove inviare l’importo concordato per vie brevi, il numero di pratica a cui far riferimento nella causale del bonifico e l’impegno a restituire quietanza liberatoria, salvo buon fine, entro un massimo di cinque giorni dal trasferimento avvenuto ed accettato della somma.

Si chiederà inoltre di riassumere, sempre per iscritto, su carta intestata e firmata dal legale rappresentante della società, i termini dell’accordo in base al quale, a fronte di un importo originario dovuto pari ad X il creditore accetta la somma Y a saldo stralcio, rinunciando al residuo X – Y ex articolo 1236 del codice civile (dichiarazione di remissione del debito).

Last but not least, dovrà essere messo per iscritto nella risposta, l’impegno del creditore di restituire, insieme alla quietanza liberatoria, le cinque cambiali protestate in originale.

La comunicazione dovrà concludersi con il richiamo all’articolo 1206 del codice civile, secondo il quale Il creditore è in mora quando, senza motivo legittimo, non riceve il pagamento offertogli o non compie quanto è necessario affinché il debitore possa adempiere l’obbligazione.

17 Maggio 2019 · Marzia Ciunfrini

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