Quesito sui compensi dei professionisti

Vi scrivo per delle delucidazioni riguardanti il mio caso.

Circa due anni fa (maggio - giugno 2012)ho avuto una mediazione con l'agenzia delle entrate/equitalia, riguardante delle ritenute irpef, per fare la mediazione mi sono avvalso di un avvocato insomma alla fine patteggiammo con l'agenzia delle entrate la metà della cifra richiesta in cartella.

Prima di procedere con la mediazione e con il legale che affrontammo la questione, chiesi una consulenza ad un'altro studio legale portando in visione i documenti da me richiesti in giro per i vari uffici per venire a galla dalla situazione (vi erano numerosi errori di notifica), dato che il legale in questo studio non m'ispirava fiducia (continuava a smarrire i documenti che gli portavo e a mio parere chiedeva un compenso troppo alto per una mediazione, più o meno il 30% della cartella esattoriale per la mediazione più un'altro 30% in caso di ricorso in commissione tributaria di primo grado e ovviamente vi erano tutte le incognite.... esito negativo del processo o mancata interruzione dei termini con rivalutazione delle somme....).

Nei 2\3 incontri che ci sono stati ho sempre chiesto quanto dovevo per la consulenza, anche per regolarmi, la risposta era sempre niente, gli feci sapere che non volevo procedere più e il nostro rapporto fini li per il momento.... in quanto dopo qualche mese e ancora oggi più o meno con cadenza di 8-10 mesi mi manda delle richieste via e-mail in cui vuole un credito da prima di 400 euro adesso di 500 e dispari euro (preavvisi di parcella, menziona degli onorari più spese di rimborso),a prescindere che non trovo giuste le sue pretese in quanto nei luoghi in cui doveva pretenderle non la mai fatto nonostante gli fosse stato più volte chiesto, ne ho mai avuto comunicazioni formali es. raccomandate ecc ne sono mai state firmate procure alle liti o emesse fatture e quant'altro...

Volevo chiedere a voi esperti come comportarmi, se è regolare questa condotta e come posso tutelarmi.

La prescrizione delle parcelle dei professionisti (notai, avvocati e commercialisti, etc.) è triennale (art. 2956 e 2957 c.c.). Il termine decorre, in generale, dalla prestazione.

Per gli avvocati può decorrere dalla sentenza passata in giudicato, dall'accordo conciliativo o dalla revoca del mandato.

Ora, se non ha firmato un mandato e se la sua e-mail non è una casella di posta certificata, le suggerisco di non rispondere alle richieste di pagamento e di attendere la prima comunicazione scritta notificata per posta raccomandata A/R.

28 maggio 2014 · Ludmilla Karadzic

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