Prescrizione di cartella esattoriale impugnata con sentenza passata in giudicato


Faccio una breve cronistoria: in data 17 gen 2007, a seguito di controllo automatizzato dell’Agenzia delle Entrate che provvedeva a rettificare i dati indicati in dichiarazione fiscale anno 2005 (redditi 2004), mi viene notificata una cartella esattoriale da Equitalia per omesso versamento di Irpef, Irap e Iva.
In data 8 giu 2006 viene presentata l’istanza di autotutela che viene respinta.
In data 13 apr 2007 viene impugnata la cartella e presentato ricorso in CTP.
In data 31 nov 2007 viene depositata la sentenza con soccombenza a mio sfavore che, purtroppo, passa definitivamente in giudicato perché il professionista incaricato a difendermi lascia decorrere i termini per presentare appello e fornire alla CTR la documentazione da loro richiesta (sono attualmente in contenzioso con il professionista per i danni che mi ha arrecato).
Vorrei sapere: dopo quanti anni si prescrive il tutto (ovvero la possibilità da parte di Equitalia di esigere il credito) e da quale data esatta inizia la decorrenza per la prescrizione dei termini?

Nel caso in cui ci si trovi dinanzi ad una sentenza passata in giudicato (si veda l’art. 2953 cc) il termine di prescrizione muta da quello ordinario quinquennale (breve) – previsto per il singolo tributo – in quello decennale (ordinario).

La data in cui decorre la prescrizione è quella di notifica della decisione.

22 Novembre 2011 · Marzia Ciunfrini



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