Pignoramento totale della Naspi anticipata

Fino a qualche tempo fa ero percettore di Naspi, a Febbraio 2019 ho deciso di aprire una partita iva come consulente e richiedere l'anticipo della Naspi.

La domanda di anticipo mi è stata sospesa a seguito blocco di equitalia. Ho purtroppo debiti con equitalia sicuramente superiori a 10 mila euro.

A seguito della mia richiesta di chiarimenti sulla tempistica di sblocco e quali importi poteva bloccare l'agenzia delle entrate mi è stato risposto che erano in attesa dell'atto di pignoramento di equitalia e che non c'è limite di importo per le somme pignorabili per la prestazione.

La mia domanda è : è possibile che l'anticipo Naspi venga pignorato per intero e non solo per la quota di 1/5? e eventualmente perchè?

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è, come sappiamo, e come la classifica lo stesso Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS) nelle proprie pagine web, una indennità mensile di disoccupazione. la NASpI spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l'occupazione.

Ora, l'articolo 545 del Codice di procedura civile dispone tassativamente che le somme dovute da privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito.

Pertanto, la risposta che le è stata fornita non ha alcun fondamento giuridico: l'integrale pignoramento della NASpI anticipata violerebbe la normativa vigente e renderebbe vano, addirittura lo scopo della misura di sostegno al reddito, privando il lavoratore in stato di disoccupazione involontaria non solo di una indennità mensile di sostentamento economico, ma anche della possibilità, attraverso la richiesta di anticipazione, di avviare un'attività di lavoro autonomo o un'impresa individuale o sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa.

Non esiste il pignoramento integrale dell'indennità di disoccupazione, seppur anticipata: tuttavia, poichè con l'INPS se ne vedono di ogni, il suggerimento, qualora una simile carognata venisse messa effettivamente in pratica, è di rivolgersi immediatamente ad un avvocato per ricorrere al giudice delle esecuzioni del Tribunale territorialmente competente e richiedere che il pignoramento dell'anticipazione NASpI venga ricondotto nei limiti di legge, ovvero che il prelievo a favore di Agenzia delle Entrate Riscossioni non superi il 20% della somma anticipata, come stabilito chiaramente dall'articolo 545 del Codice di procedura civile.

6 aprile 2019 · Simone di Saintjust

Ho scritto nuovamente all'Inps per avere informazioni più dettagliate su quale era il loro orientamento e mi hanno risposto come segue.

L'anticipazione di NASpI è configurabile quale incentivo all' autoimprenditorialità, per il quale non è espressamente indicato il limite della trattenuta in caso di pignoramento (art. 545 cpc c. 4). La invitiamo in ogni caso a prendere contatto con Equitalia per eventuali ulteriori chiarimenti.

Ora dato che sembra che effettivamente vogliano pignorare integralmente la naspi anticipata, volevo sapere se qualcuno ha notizie o casi che sono andati effettivamente così e se poi si sono risolti presso il giudice dell'esecuzione positivamente o negativamente.

Non scherziamo: secondo la Corte Costituzionale (sentenza 85/2015) l'indennità di disoccupazione rientra tra le prestazioni previdenziali assimilate alle pensioni sotto il profilo delle tutele assicurate dall'articolo 38 della Costituzione. Possa l'indennità di disoccupazione chiamarsi NASpI, ASpl, Mini ASpl, DIS-COLL, erogata in una mensilità o in unica soluzione, la sostanza non cambia.

Pertanto, in caso di pignoramento presso l'INPS, l'anticipazione NASpI potrebbe essere pignorata solo per il 20% della parte eccedente l'importo massimo dell'assegno sociale, aumentato della metà, così come tassativamente impone l'articolo 545 del codice di procedura civile. E vorrei vedere come l'INPS riuscirebbe a spuntarla di fronte al giudice dell'esecuzione, se pignorasse l'intero importo dell'anticipazione NASpI.

Piuttosto, il cavillo potrebbe emergere nel momento in cui l'anticipo dell'indennità di disoccupazione verrebbe accreditata in conto corrente, laddove l'articolo 545 del codice di procedura civile stabilisce che le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale.

Insomma, il denaro versato in conto corrente, seguendo l'ordinario regime dei beni fungibili, diviene di proprietà dell'istituto di credito (articoli 1834 e 1852 e seguenti del codice civile), con contestuale nascita di un diverso rapporto obbligatorio tra l'istituto di credito ed il depositario o correntista, che si compendia nel diritto a richiedere in ogni momento (da parte del creditore procedente) il saldo attivo risultante dal conto e per il quale non sono previsti limiti di pignorabilità dipendenti dalle cause che diedero origine agli accrediti (a meno dell'obbligo di lasciare al debitore un saldo almeno equivalente all'importo pari al triplo dell'assegno sociale). Da tale disciplina deriva quindi la pignorabilità indistinta delle somme giacenti sul conto corrente, secondo il principio generale dell'articolo 2740 del codice civile.

Ma, c'è anche da dire che in un tale scenario, l'atto di notifica (sia esso in forma di citazione ex articolo 543 del codice di procedura civile, sia in forma di ordine diretto impartito da Agenzia delle Entrate Riscossione ex articolo 72 bis del DPR 602/1973) del pignoramento del conto corrente all'istituto bancario, presso il quale il beneficiario dell'anticipazione NASpI ha disposto l'accredito, dovrebbe intervenire un secondo dopo il bonifico effettuato dall'INPS. Se l'accredito avvenisse un secondo prima il bonifico resterebbe al disponente, ovvero l'INPS, mentre se fra accredito e notifica del pignoramento ci fosse un tempo appena sufficiente, il beneficiario avrebbe tutto il tempo di trasferire il malloppo altrove, magari verso un conto fiduciario (intestato a parenti, amici o familiari). E chi s'è visto, s'è visto.

Comunque, laddove non voglia correre il rischio, le conviene rinunciare, con apposita istanza, a fruire dell'anticipazione NASpI erogata in forma di incentivo all'autoimprenditorialità.

10 aprile 2019 · Annapaola Ferri

Sono andato quindi all'inps chiedendo di fare istanza di annullamento della mia richiesta di anticipo Naspi: purtroppo mi è stato risposto che non potevo presentare simile istanza.

La motivazione del funzionario è stata semplicemente che non era previsto dall'Inps la possibilità di annullare la richiesta di anticipo Naspi, nel senso che una volta richiesto l'anticipo, non era più possibile tornare indietro.

Cosa posso fare? E' correttà la risposta dell'inps che mi nega la possibilità di annullare la richiesta di anticipo? Posso fare qualche altra azione?

A questo punto non resta che rateizzare il debito e pagare le rate almeno fino a quando non viene accreditato l'anticipazione.

15 aprile 2019 · Paolo Rastelli

Altre discussioni simili nel forum

indennità di disoccupazione
pignoramento indennità di disoccupazione

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Spunti di discussione dal forum

Dove mi trovo?



Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Altre Info

Cerca