Pignoramento stipendio ma i conti non mi tornano

Ho letto qua e la qualche nozione su pignoramento del quinto dello stipendio, ma non mi è chiaro il meccanismo: nel mio caso, avevo una cessione e delega in corso, il mio stipendio è di circa 1300 netti mensili, e ogni mese mi prelevano circa 400 euro per coprire questi due debiti.

Da tre mesi mi è arrivato un pignoramento per un debito di circa 15 mila euro e nonostante ci fossero queste due trattenute , il giudice ha deciso di applicare un altro quinto di prelievo, quindi in pratica ogni mese mi ritrovo decurtato dallo stipendio una rata di altre 250 euro circa, rimanendo a volte neanche con 700 euro mensili di stipendio.

Vorrei sapere se è corretto e se l'azienda poteva opporsi in questo caso alla terza trattenuta, oppure io posso fare in modo di protestare.

Purtroppo, la trattenuta del quinto va applicata allo stipendio al netto degli oneri fiscali e contributivi, ma al lordo di una eventuale cessione del quinto e/o di un prestito delega.

Inoltre, la somma della quota pignorata (250) con quella relativa alla cessione (200) non eccede la metà dello stipendio netto (650): ed è questa la sola cosa che conta.

Nel suo caso, pertanto, la decurtazione effettuata rientra nella norma. Il suo datore di lavoro, per concludere, non può opporsi ad un ordine del giudice.

18 aprile 2016 · Stefano Iambrenghi

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