Pignoramento pensione Enasarco da parte di Equitalia - Vale sempre l'impignorabilità del minimo vitale?

Ho ricevuto un atto di pignoramento prezzo terzi da parte di Equitalia nei confronti di Enasarco che mi eroga la mia (povera) pensione di 38€ mensili. Sul provvedimento c'è scritto che in caso di pensione sotto i 2.500 €, il massimo pignorabile è un decimo.

Questa pensione viene accreditata ogni due mesi tramite bonifico bancario. La mia domanda è: si applica anche ai pignoramenti eseguiti da Equitalia con la riscossione esattoriale i limiti previsti dall'art. 545 commi 6 e 7 (quindi l'impignorabilità fino all'assegno sociale aumentato della metà)?

Che consigli avete in questo caso specifico? Devo contattare Enasarco? O Enasarco dirà che è troppo bassa la mia pensione?

Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà (minimo vitale, ndr).

Indubbiamente, anche Equitalia è soggetta a questa norma del codice di procedura civile (articolo 545) ed il terzo pignorato (Enasarco) ha l'obbligo di comunicare al creditore procedente o a chi per esso (Equitalia) che la pensione del debitore è di importo inferiore al minimo vitale e che dunque non sarà possibile adempiere all'azione esecutiva richiesta.

18 novembre 2016 · Ludmilla Karadzic

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