Pignoramento della pensione senza tener conto della impignorabilità del minimo vitale – E’ legittimo?

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A causa di un tfr non spettante subisco un pignoramento del quinto della pensione sulla somma complessiva. Premetto che il debito mi è stato richiesto di restituirlo quando ancora ero dipendente tramite una diffida nel 2008 e l’ultima diffida mi è stata intimata nel 2017 sempre in costanza di rapporto di lavoro e sezza pignoramento nulla.

Il pignoramento ha avuto luogo solo dopo 7 mesi dal pensionamento effettuando la trattenuta del quinto della mia pensione senza considerare parti di impignorabilità.

È una cosa legittima?

In effetti, il dispositivo di cui all’articolo 545 del codice di procedura civile stabilisce che le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà.

La norma è in vigore dal 21 agosto 2015.

In base a quanto lei riporta, se il pignoramento della pensione è stato effettuato dopo questa data, le conviene consultare un avvocato per valutare la possibilità di ricorrere al giudice delle esecuzioni allo scopo di ottenere la rimodulazione del prelievo mensile operato dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale sulla sua pensione.

8 Marzo 2018 · Annapaola Ferri



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