Pignoramento dello stipendio ridotto durante la maternità quando il giudice ha precedentemente disposto il prelievo di un importo fisso

Il mese scorso ho avuto la sentenza del giudice di un pignoramento presso terzi di 215 euro al mese fissi, che corrisponde in media a un quinto dello stipendio. Una settimana fa ho scoperto di essere incinta, essendo il mio uno di quei lavori considerati a rischio, sono già a casa in maternità e sarà così per quasi un anno. Essendo la mia paga base di 1096 euro netti al mese e avendo una cessione volantaria di 200 euro al mese contratta anni fa e che termina fra 18 mesi, l'azienda mi ha già detto che purtroppo continuerà il pignoramento per quanto riguarda la loro quota e che perciò la loro parte erogata sarà intorno ai 150 euro al netto dei pignoramenti, in quanto c'è una quota fissa decisa dal giudice.

Per farla abbassare almeno fino al quinto dello stipendio, devo per forza rivolgermi al giudice? Sono già piuttosto in crisi economica, e non ho soldi per un avvocato.

Inoltre avendo noi dipendenti un fondo aziendale per rimborsi medici, comprensivo di pacchetto maternità, se riesco a portare il pignoramento a un quinto, nel caso di rimborso in busta paga per le visite, anche questi rimborsi verranno pignorati di un quinto?

Sarà necessario un ricorso al giudice delle esecuzioni del Tribunale competente per chiedere che il prelievo della quota pignorata venga ridotta al 20% dello stipendio percepito durante il periodo di maternità (al netto delle ritenute fiscali e contributive e al lordo della rata destinata al rimborso del prestito dietro cessione del quinto). E, purtroppo, è necessaria l'assistenza tecnica di un avvocato.

Per quanto riguarda, invece, gli indennizzi eventualmente erogati dal fondo aziendale, può stare tranquilla dal momento che non si tratta di redditi percepito dal debitore sottoposto ad azione esecutiva.

8 giugno 2019 · Ludmilla Karadzic

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