Pignoramento esattoriale del conto corrente – Cosa succede se il saldo è a zero?

In un vostro articolo è scritto (cito testualmente) Tutto inizia e si esaurisce con una lettera inviata non prima di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento e non oltre un anno (se decorre l’anno è necessaria la notifica di una nuova diffida, detta «intimazione di pagamento»). Detta comunicazione integra l’atto di pignoramento vero e proprio e viene indirizzata sia alla banca che al debitore; con essa Equitalia e (ora Agenzia delle Entrate) comunica che il conto è pignorato e dà 60 giorni di tempo per versare il dovuto o chiedere la rateazione (in quest’ultimo caso, il pignoramento cessa con la dimostrazione del versamento della prima rata).

Non riuscendo a richiedere la rateizzazione nei 5 giorni successivi all’invio dell’intimazione di pagamento (purtroppo non posso prendere ferie ora per andare nella mia città d’origine all’Agenzia), potrei eventualmente chiedere la rateizzazione in un momento successivo liberando così il conto dall’eventuale vincolo del pignoramento, ma, e questa è la domanda, se io adesso svuoto il conto corrente del poco che contiene, nel momento del pignoramento cosa succede?

La banca deve versare una somma tutti i mesi all’accredito dello stipendio all’Agenzia delle Entrate? A quanto può ammontare questo versamento che la banca fa a favore dell’Agenzia delle Entrate? Non può certo prendermi lo stipendio per intero.

Se invece l’Agenzia non fosse così veloce ad avviare la procedura di pignoramento, avrei tempo subito dopo le festività di andare a chiedere la rateizzazione. Sapete per caso quali possono essere i tempi per la procedura del pignoramento?

Una delle regole della vita è quella di non sottovalutare mai l’avversario, specie quando si tratta di un contenzioso che vede come controparte l’Agenzia delle Entrate Riscossione.

E’ velleitario pensare di giocare sui tempi nella corsa al pignoramento/svuotamento del proprio conto corrente, in un paese in cui un avviso esattoriale di ingiunzione al pagamento inviato direttamente dal concessionario con raccomandata AR (e non attraverso un ufficiale giudiziario) può ritornare all’Ufficio postale senza nemmeno che il tentativo di consegna sia stato realmente effettuato (perché il postino non riesce a completare il giro impostogli) e la sua notifica si perfeziona per compiuta giacenza, in maniera perfettamente legittima.

Insomma, senza andare nel catastrofico (il debitore viene investito da un’automobile lungo la strada che lo conduce all’Agenzia delle Entrate Riscossione per chiedere la rateizzazione del debito) prendiamo come semplice assunto la circostanza che, almeno in Italia, della notifica di un atto, intesa come possibilità di prendere visione del contenuto dell’atto, non v’è alcuna certezza.

Questa, mi scusi il bisticcio, è l’unica certezza che abbiamo.

Concludendo, se lei ha delle cartelle esattoriali non pagate nei 60 giorni successivi alla notifica e teme un’azione esecutiva ha due sole scelte obbligate: rateizzare (prima del pignoramento) o svuotare il conto prima che venga svuotato dal creditore.

Se il saldo di conto corrente è a zero al momento del pignoramento, il concessionario della riscossione becca zero euro, la palla torna a centro e si ricomincia la partita (fermo amministrativo su un veicolo di proprietà del debitore, ri-pignoramento del conto corrente nella presunzione tentativo che vi sia stato accreditato qualcosa nel frattempo, pignoramento di un nuovo conto corrente aperto altrove, pignoramento dello stipendio, eccetera).

La banca può solo pignorare il saldo di conto corrente, non quote dello stipendio accreditato. Per pignorare lo stipendio del debitore il concessionario deve notificare l’ordine al datore di lavoro del debitore.

Insomma, la vita del debitore è irta di spine e bisogna farsene una ragione.

13 Dicembre 2017 · Giorgio Martini

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Pignoramento conto corrente con saldo a zero - Cosa succede in questo caso?
Vorrei sapere nel caso in cui il saldo del conto corrente sia a zero, cosa accade quando la banca riceve l'atto di pignoramento presso terzi? I successivi versamenti verranno bloccati? Per sempre? Il debitore conoscerà la notificazione dell'atto alla banca? Consigliate di tenere il conto a zero o lasciare pochi euro? Io ricevo pochi pagamenti all'anno che prontamente vengono ritirati in contanti. Vorrei evitare che dopo il pignoramento questi venissero bloccati per mia ignoranza. ...

Pignoramento del conto corrente da parte di Equitalia/Agenzia Entrate Riscossione - Cosa succede dopo il prelievo del saldo?
Vorrei sapere che cosa accade dopo la notifica dell'atto di pignoramento presso terzi che Equitalia fa alla banca. Da quando la banca fa la dichiarazione con il credito che ha a disposizione, i bonifici successivi sono ancora bloccati oppure riacquisto piena libertà di uso del conto corrente? Cosa succede nel frattempo? ...

Pignoramento del saldo di conto corrente - Cosa accade per gli impegni di spesa sottesi ai RID e alle carte di credito e per gli assegni emessi prima del prelievo del saldo?
Chiedo come viene calcolata da parte degli istituti la giacenza sul conto da comunicare al giudice della esecuzione, in particolare nei seguenti due casi: -1- qualora vi sia un saldo contabile positivo sul conto alla data del pignoramento ma sia stata usata la carta di credito il cui importo non è stato ancora pareggiato, ad esempio saldo 1500€ al giorno del pignoramento e credito utilizzato sulla carta 1500€ e ancora da saldare entro il mese -2- medesima situazione, ma il correntista ha chiesto la rateizzazione in 12 mesi per i 1500€ utilizzati con la carta di credito . ...

Dove mi trovo?

Ti trovi nel Forum – Cartelle esattoriali multe e tasse del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani e stai leggendo il topic Pignoramento esattoriale del conto corrente – Cosa succede se il saldo è a zero?