Pignoramento dello stipendio di mio marito da parte di BANCA IFIS - Perché il datore di lavoro consiglia le dimissioni?

Mio marito ha ricevuto un precetto da Banca IFIS di un valore di circa 11 mila euro: si tratta di un debito che avevano con Agos, per un importo originario di 5 mila euro. Questi 11 mila euro dovevano essere pagati in massimo 10 giorni.

Non avendo la possibilità di pagare è arrivato un atto di pignoramento presso terzi con un saldo da pagare di 17 mila euro. Adesso che succederà?

Io sono casalinga, abbiamo due figlie minorenni e lavora solo mio marito che percepisce 1500 euro al mese. Il datore di lavoro di mio marito lo ha consigliato di licenziarsi. Che dobbiamo fare?

Probabilmente il datore di lavoro ha proposto a suo marito di presentare le dimissioni, con l'intesa di proseguire il rapporto di lavoro in nero, in modo da evitare il prelievo del 20% dal suo stipendio, da rigirare a Banca IFIS.

Si tratta, tuttavia, di un grosso rischio: infatti, con questa soluzione, pur potendo eludere momentaneamente il pagamento della quota di retribuzione destinata al creditore procedente, il debito resta e suo marito si troverebbe alla mercé del datore di lavoro che potrà interrompere il rapporto a suo piacimento oppure modificare unilateralmente le condizioni contrattuali della prestazione (orario di lavoro e importo in busta paga). Inoltre, suo marito non fruirebbe più dei contributi previdenziali a suo favore posti a carico del datore di lavoro e quest'ultimo, immagino, riserverebbe, esclusivamente a proprio vantaggio, le ritenute fiscali di legge che avrebbe dovuto versare come sostituto d'imposta.

Insomma, il consiglio non mi sembra affatto da seguire. Meglio stringere la cinghia, mantenere il posto di lavoro senza presentare le dimissioni e lasciare che 300 euro/mese vengano dirottati a Banca IFIS.

17 febbraio 2018 · Annapaola Ferri

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