Pignoramento da Agenzia delle Entrate – Tre domande di cui una da un milione di dollari


Ho un debito con Agenzia delle Entrate Riscossione per colpa di mio padre che non potrò mai pagare: se dovessi lavorare come dipendente so che mi può pignorare un decimo se lo stipendio è basso. Le domande sono queste: 1) se mi pignora il conto in banca e mi toglie sempre tutto quello che ho sul conto come posso vivere? 2) e se un giorno cambierà la legge e possono pignorarmi molto più di un decimo? 3) avete consigli su come difendersi? Per me è molto importante questa cosa.

Per quanto attiene la prima domanda possiamo dire che che, ad oggi, le somme dovute a titolo di stipendio, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate solo per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, vale a dire solo per l’importo eccedente i mille e 374 euro (considerando che da gennaio 2019 l’importo massimo dell’assegno sociale è pari a 458 euro).

Ne consegue che anche nell’ipotesi di pignoramento del conto corrente su cui verrà accreditato lo stipendio, lei potrà sempre disporre di almeno 1.374 euro.

In riferimento alla seconda domanda, dobbiamo ammettere che, purtroppo, non possediamo facoltà divinatorie.

Per finire con la terza domanda, non potrà evitare il pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro nella misura prevista dalla legge. In ogni caso, sarà buona pratica spostare immediatamente eventuali somme (compresa la retribuzione mensile) accreditate sul conto corrente a lei intestato su un conto corrente intestato a persona di fiducia.

12 Luglio 2019 · Carla Benvenuto



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