Pignoramento beni in Russia e Dubai – Chiarimento

Vorrei un chiarimento riguardo a quanto risposto nella precedente domanda:

Cio’ non esclude, tuttavia, che Equitalia, previo accordo con il creditore (Agenzia delle Entrate), possa ritenere economicamente conveniente affidare la riscossione coattiva degli importi iscritti a ruolo ad uno studio legale operante nel paese estero in cui risiede il debitore: tutto dipende dall’entità dei debiti esattoriali lasciati in Italia e dai beni acquisiti ed espropriabili in terra straniera.

Vorrei avere un chiarimento in merito a quanto scritto sopra:
1) a quel punto si aprirebbe un contenzioso nel paese estero, che potrebbe durare anni e con i vari gradi di giudizio, con l’applicazione delle leggi del paese estero, giusto?

2) Oltre il fatto che l’Agenzia dovrebbe farsi carico del costo per lo studio legale e delle varie spese legate al contenzioso?

3) l’Agenzia ha interesse ad intraprendere questo questo “modus operandi”, teorico, ma difficilmente percorribile dal punto di vista pratico?

E ancora: nel famoso caso di Maradona, come mai l’Agenzia non percorre questo tipo di strada sopra descritta per intaccare i suoi beni all’estero?

Per quanto attiene la prima domanda certamente si aprirebbe un contenzioso nel paese estero, che potrebbe durare anni e con i vari gradi di giudizio, con l’applicazione delle leggi del paese estero.

Per la seconda, l’Agenzia sicuramente dovrebbe farsi carico del costo per lo studio legale e delle varie spese legate al contenzioso.

Per il caso Maradona in questi anni sono rimasti in piedi dei ricorsi e solo a fine 2013 il credito è passato definitivamente in giudicato, non più opponibile, per ben 41 milioni di euro. Probabilmente in Argentina sarà complicato riscuotere coattivamente il debito: sicuramente per l’ex calciatore del Napoli Calcio sarà problematico svolgere qualsiasi attività remunerata in Italia.

21 Marzo 2016 · Annapaola Ferri

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