Periodo osservazione rc auto – Di cosa si tratta?

Nell’ultimo contratto rc auto che ho stipulato per la mia auto ho letto una specie di clausola, ma non ci ho capito molto: più precisamente parlo del periodo di osservazione.

In sostanza, di cosa si tratta?

Nel contratti assicurativi per i veicoli, spesso compare una voce che pochi conoscono ma che in realtà riguarda tutti gli automobilisti titolari di una polizza RC auto: si tratta del ‘periodo di osservazione’, che indica l’intervallo di tempo a cui la compagnia assicurativa fa riferimento per determinare la classe di merito da attribuire al cliente assicurato.

La classe di merito o classe di conversione universale è uno dei fattori principali, ma non l’unico, per stabilire il premio che ogni assicurato deve pagare ogni anno.

Le classi sono 18, con la diciottesima che è la più alta e costosa, mentre la prima è la più bassa e la più favorevole.

I neopatentati entrano direttamente in 14^ classe di merito (a meno di beneficiare dei vantaggi della Legge Bersani).

Il meccanismo è molto semplice: ogni assicurato, se non resta coinvolto in sinistri con colpa, guadagna ogni anno una posizione.

Altrimenti ne perde due.

Inutile dire che l’obiettivo è raggiungere la 1^ classe nel minor tempo possibile per pagare il premio più basso.

La classe di merito è quindi un parametro molto importante (insieme ad altri) per determinare la rischiosità di un assicurato e calcolare la tariffa da assegnargli.

Il meccanismo che abbiamo appena spiegato si chiama sistema bonus-malus.

Come avrete senz’altro intuito si tratta di un sistema meritocratico (non a caso si chiama classe di ‘merito’) che premia i conducenti più virtuosi e penalizza quelli più imprudenti.

L’automobilista che vuole risparmiare sulla polizza RC auto sa che non deve provocare incidenti, anche lievi, se vuole raggiungere il prima possibile la classe più favorevole.

Per esempio un assicurato in 10^ classe ha bisogno di dieci anni consecutivi senza sinistri con colpa per approdare in 1^.

Naturalmente chi resta coinvolto in un sinistro ma senza alcuna responsabilità, guadagna lo stesso una posizione.

Il periodo di osservazione RCA si riallaccia a tutto ciò che abbiamo scritto finora, essendo, come detto, il lasso di tempo che le compagnie di assicurazione utilizzano per determinare la classe di merito di un automobilista.

In pratica durante questo periodo le compagnie verificano la condotta dell’assicurato alla guida e, in base alle risultanze (ossia se ha provocato incidenti o meno), definiscono con esattezza la classe in cui farlo rientrare nel periodo assicurativo successivo.

Nel caso di un nuovo assicurato, il periodo di osservazione ha una durata di 10 mesi: inizia dal momento della stipula del contratto e si conclude due mesi prima della scadenza della polizza annuale.

I sinistri effettuati con colpa nei due mesi finali di copertura assicurativa ma che non rientrano nel periodo di osservazione, sono considerati l’anno successivo.

A partire dal primo rinnovo e per quelli seguenti il periodo di osservazione RCA ha invece una durata di 12 mesi, e la data di inizio coincide con la data di fine del periodo di osservazione precedente.

Così la compagnia assicurativa mantiene sempre invariato lo scarto di due mesi tra il termine del periodo di osservazione e la data di scadenza della polizza, in modo di avere il tempo di elaborare l’attestato di rischio su cui vengono annotati gli eventuali sinistri che hanno coinvolto l’assicurato.

L’attestato di rischio è un documento che contiene i dati del veicolo e dell’assicurato, lo storico degli eventuali sinistri avvenuti negli ultimi cinque anni assicurativi e la classe di merito bonus-malus.

Dal 2015 l’attestato di rischio è diventato elettronico, e da allora chi decide di cambiare assicurazione non deve più inviare il documento alla nuova compagnia, perché quest’ultima lo preleva direttamente da una banca dati condivisa.

Fermo restando l’obbligo da parte delle imprese assicurative di metterlo a disposizione dei clienti almeno 30 giorni prima della scadenza.

5 Settembre 2019 · Gennaro Andele

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