Pensione esentasse? - Tutti in Portogallo!

Ho letto sul giornale che molti ex lavoratori in pensione stanno andando a risiedere in Paesi esteri, dove non si pagherebbero le tasse sull'accredito: tra tutti, il Portogallo, ove risiedono migliaia di connazionali.

Io, che lavoro presso un supermercato della grande distribuzione, andrò in pensione, se tutto va bene, tra tre anni.

Potrebbe essere una bella idea: c'è del vero? Come funziona?

E' vero, in alcuni Stati, tra i quali il Portogallo, le pensioni private (gestione INPS) sono pagate all'ex contribuente esentasse: non è questo il caso, però, delle pensioni pubbliche, ovvero quelle percepite dagli ex lavoratori della PA.

Più nel dettaglio è possibile dire che sono pensioni pubbliche quelle pagate dallo Stato italiano o da una sua articolazione politica o amministrativa o da un suo ente locale (INPS).

In linea generale tali pensioni sono imponibili soltanto in Italia.

Sono pensioni private quelle corrisposte da enti, organismi o istituti previdenziali italiani preposti all'erogazione del trattamento pensionistico (gestione INPS).

Dunque, proseguendo, in Portogallo, ad esempio, (ma anche in altri Paesi come Australia, Argentina, Belgio, Regno Unito, Spagna, Usa, Venezuela), le pensioni private percepite dai residenti non sono assoggettate a tassazione in Italia.

Che vuol dire?

Che si pagano zero imposte sui redditi maturati all'estero purché gli interessati trasferiscano la loro residenza in quello Stato.

In Portogallo, caso più lampante tra tutti, La sola condizione è vivere sei mesi l'anno nel Paese o disporre di una casa che permetta di presumere l'intenzione di tenerla e occuparla come residenza abituale.

Insomma basta comprare o affittare metri quadri in modo credibile.

I francesi residenti nel 2017 sono saliti del 35% a 15 mila, i britannici del 15%, gli Italiani a dismisura.

Per i residenti non-abituali c'è poi una flat tax al 20% sui redditi maturati in Portogallo in una cinquantina di categorie di lavoratori della conoscenza: esperti di software, cantanti, chirurghi, universitari, esperti di finanza, top manager.

Questo sgravio ha trasformato il quartiere di Lisbona nato con Expo 1998 in un distretto tecnologico, non solo per startup: Microsoft, Apple, la sudafricana Naspers, le banche francesi Bnp Paribas o Natixis, il gruppo Usa Vestra e vari altri attraggono in riva al Tago neo-laureati da tutta Europa in periferie pochi anni fa desolate, oggi percorse da un'atmosfera elettrica.

Così il Portogallo ha fatto dell'immigrazione un'arma per tornare a crescere a un ritmo quasi doppio rispetto all Italia.

Chissà che non inizino a prendere spunto anche qui.

17 luglio 2018 · Patrizio Oliva

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