Pensionato dissanguato dai debiti - Mi resta solo il balcone?

A causa di un commercialista che non mi ha pagato le tasse per lungo tempo, ho ricevuto cartelle esorbitanti che ho pagato sinchè ho avuto denaro, due anni fa circa, su consigli del nuovo comm. ho sospeso i pagamenti per povertà grave, anche se sono medico.Essendo costretto a lavorare ho regolarmente pagate le tasse su questi poveri guadagni da ASL. Ho ricevuto una richiesta per circa 4400 €ed il comm. mi ha detto di soprassedere, cosa che ho fatto. due o tre mesi fa nuova richiesta per 66000 €, che non troverò nemmeno vivessi 120 anni (ne compio 77) Alla Agenzia Entrate di Pavia ho chiesto spiegazioni e mi hanno detto che nel loro pc. non appariva nulla di questo, pare io debba ancora dare del conto precedente circa 1900 €, tuttavia mi hanno pignorato il conto, quasi vuoto e mi hanno citato in tribunale per il 18 settembre. mi sono fatto prestare da ENPAM 8000€ che pago con 1/5 della povera pensione (625 €) e debbo anche al san paolo 180 euro il mese per altri 6000 chiesti in prestito, sempre per loro. Non ho più casa nè alcun bene, sono ospite di mia sorella che mi mantiene. cosa faccio? Temo che mi rimanga soltanto il balcone (ho dato loro circa 50000 € e più).

La sua situazione non è così disperata come la descrive, se solo vorrà adottare qualche accorgimento e continuare a seguire i preziosi consigli che le ha dato il suo commercialista.

Innanzitutto, forse, è opportuno chiarire che non si va in galera non pagando i debiti siano essi ordinari (banche, finanziarie, privati cittadini) o esattoriali (quelli con la pubblica amministrazione).

E' stato citato in tribunale in qualità di debitore esecutato, per poter contestare eventualmente, con il supporto di un avvocato, eventuali asserzioni della controparte terza pignorata (INPS) e del creditore procedente circa l'entità del reddito percepito e per poter essere sentito circa il possesso di altri beni pignorabili. Vedremo il perché.

Va aggiunto che, in base all'articolo 545 del codice di procedura civile, una pensione può essere pignorata solo per la parte eccedente la misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà.

Considerando che l'assegno sociale vale oggi, al massimo, 453 euro se ne deduce che una pensione è impignorabile fino a 680 euro circa: ne consegue, in particolare, che la sua pensione è totalmente impignorabile, sia da parte di creditori ordinari che esattoriali.

Insomma, il creditore procedente (Agenzia delle Entrate), a questo punto, vorrà semplicemente sapere se lei possiede altri tesori nascosti, oltre alla pensione, per poterli pignorare (perchè dalla sua attuale pensione non ricaverà un cent). In Tribunale basterà affermare che lei è nullatenente. Punto

Concludendo, se lei a partire da oggi, butterà via qualsiasi pretesa di rimborso per debiti pregressi con Agenzia delle entrate o con banche e finanziarie, le rimarrà sul groppone solo la cessione del quinto ENPAM, il pagamento della cui rata, essendo prelevata alla fonte (dall'INPS), non si può evitare.

Purtroppo, questo bisogna dirlo, ha sbagliato a non seguire gli ottimi consigli del suo commercialista: non avrebbe dovuto caricarsi del debito con ENPAM per pagare l'Agenzia delle Entrate. Avrebbe potuto evitare l'inutile aggravio di una rata pari ad un quinto della sua pensione.

Ma, potrà rimediare in futuro, rendendosi la vita meno problematica ed evitando di affacciarsi al balcone.

Per quanto attiene il resto, qualora, come le auguro, riuscisse a mettere da parte qualche risparmio, lo depositi sul conto corrente di un terzo, amico o parente (sua sorella, per esempio), giusto per evitare ulteriori complicazioni con qualche creditore dissennato. E, naturalmente, sospenda immediatamente il pagamento della rata di 180 euro ad Intesa San Paolo.

9 settembre 2018 · Ludmilla Karadzic

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