Quali sono le spese a carico di un aggiudicatario di immobile all’asta?

Vorrei capire effettivamente quali siano le spese che rimangono a carico dell’acquirente di un’immobile acquistato all’asta: oltre che le spese condominiali insolute dei soli due anni precedenti e di eventuali sanatorie edilizie, che altro? Ho letto che bisogna anche accollarsi i debiti di imu tari e tasi del precedente proprietario, corretto?

L’articolo 63 – Disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie – dispone, al punto 4 che chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente.

La norma appena citata, dunque, si applica anche al caso di acquisto di un immobile in condominio tramite asta giudiziaria,

Vanno poi messi in conto i costi di registrazione, trascrizione e voltura catastale del decreto di trasferimento e il pagamento dell’imposta di registro. In particolare l’imposta di registro è pari al 3% dell’importo di aggiudicazione con le agevolazioni cosiddette “prima casa”; altrimenti si arriva al 10% del costo di aggiudicazione.

Nella perizia tecnica d’ufficio dell’immobile, vengono, pio, indicate eventuali irregolarità urbanistiche del bene e in presenza di abusi il costo per procedere alla sanatoria, nel termine di 120 giorni dall’aggiudicazione.

Nel calcolo degli oneri a carico dell’aggiudicatario vanno, infine, inclusi i costi per la cancellazione del pignoramento e di una eventuale ipoteca gravante sul bene aggiudicato.

Non ci risulta, invece, l’obbligo di corrispondere tributi quali imu tari e tasi non versati dal precedente proprietario: le imposte e le tasse non versate, infatti, restano a carico del debitore sottoposto ad azione esecutiva fino alla data in cui il giudice decreta il trasferimento di proprietà del bene all’aggiudicatario.

28 Agosto 2018 · Piero Ciottoli

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