Indigenza per debiti

La mia fidanzata, da poco assunta, ha sua madre divorziata che si trova in una situazione quasi di indigenza. I nonni sono ancora vivi. La madre vive in affitto e percepisce una pensione d'invalidità pari ad € 200 c.a e un minimo vitale di € 400 mensili.

Da un paio di mesi il minimo vitale non le è stato dato e non ha potuto pagare l'affitto pari ad € 340 mensili, dato che i 200 € per l'invalidità vengono utilizzati per beni di prima necessità (cibo).

Lei è seguita da un'avvocato amministrativo che gestisce la sua situazione molto grave (a seguito di molti debiti che ha conseguito precedentemente).

Lei non ha nessuna proprietà.

C'è la possibilità che le due mensilità dell'affitto (ed eventualmente altri debiti) debbano essere pagate dalla mia fidanzata?

Nell'ipotesi che sua madre non dovesse più percepire i 400 € del minimo vitale, si parlerebbe di vera e propria indigenza (con tutto ciò che ne conseguirebbe "descritto" nel titolo XIII del Codice Civile) oppure no (data l'entrata mensile che rimarrebbe di € 200 dell'invalidità)?

Un'ultima curiosità: nel codice civile è indicato che all'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti nell'ordine: 1)il coniuge, 2)i figli [...] 3)i genitori [...]; se nella costituzione italiana (all'art. 30) si dice che è un dovere e diritto dei genitori MANTENERE i figli, a chi spetterebbe effettivamente il dovere di prestare gli alimenti?

I figli non rispondono dei debiti dei propri genitori in vita, a meno che non abbiano prestato garanzia o siano coobbligati.

In morte dei genitori si risponde dei debiti assunti dai genitori solo se si accetta l'eredità. Ma si può rinunciare, stando bene attenti a non mettere in atto comportamenti che precludano questa "exit strategy"(accettazione tacita).

Il minimo vitale non può assolutamente essere sottoposto a pignoramento. Del resto lei non spiega per quale ragione non venga, da due mesi a questa parte, erogata la pensione alla madre della sua fidanzata.

Non c'è contraddizione fra costituzione e codice civile. La costituzione enuncia un principio generale. Il codice civile affronta la questione di chi debba provvedere agli alimenti verso un soggetto che è accertato non essere in grado di provvedere a sé stesso.

18 gennaio 2012 · Ludmilla Karadzic

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