Ho pagato la contravvenzione in forma ridotta in ritardo di un giorno – E’ giusto che che mi notifichino il mancato pagamento dopo quattro anni?


Il 12/5/2014 percorrendo un viale della periferia di Bologna, vengo fermato da una pattuglia della Polizia Municipale che, dopo avermi puntato col telelaser, mi eleva contravvenzione per eccesso di velocità.

Il 12/5 è un lunedì, la multa mi viene notificata direttamente e mi viene consegnato il bollettino postale per il pagamento in misura ridotta.

La scadenza del pagamento è quindi il sabato successivo.

Mi ricordo del bollettino da pagare solo il sabato, ultimo giorno di pagamento, ma ormai la posta è chiusa.

Pago il bollettino il lunedì, l’impiegato postale mi rassicura dicendo che, se il termine di pagamento in misura ridotta è scaduto, non riuscirà ad inserire il numero del bollettino nel terminale.

Il terminale, invece, accetta il numero del bollettino ed io pago la multa in misura ridotta.

La scorsa settimana, a distanza di quasi 4 anni dalla notifica del verbale, il comune di Bologna mi invia un ingiunzione di pagamento di quasi 400 euro per mancato pagamento della contravvenzione, ovviamente non ha ritenuto valido il mio pagamento in misura ridotta.

Ora, ho capito che 5 giorni utili al pagamento in misura ridotta contano anche i sabati e le domeniche (come farà poi una persona a pagare di domenica?).

Ma è normale che un comune debba far passare quasi 4 anni ed accumulare una montagna di spese ed interessi?

Come è tristemente noto, in materia di sanzioni amministrative (e, in particolare per violazioni al codice della strada), la maggiorazione del dieci per cento semestrale, ex articolo 27 della legge 689/1981, per il caso di ritardo nel pagamento della somma dovuta, ha natura di sanzione aggiuntiva, che sorge dal momento in cui diviene esigibile la sanzione principale.

Pertanto, ogni sei mesi, una multa non pagata (o, come nel suo caso, pagata in ritardo) genera il 10% di interessi. Quale banca ti garantisce la possibilità di un investimento così fruttuoso? Solo con i prestiti a strozzo si lucra il 10% semestrale. E, dunque, perché allertare subito il cittadino quando, nell’attesa gli interessi corrono?

Ma c’è di più: in occasione della recente rottamazione delle cartelle esattoriali, si poteva aderire alla definizione agevolata, azzerando gli interessi semestrali, per tutti i carichi pendenti, comprese le sanzioni amministrative comminate per violazione del codice della strada, affidati al concessionario della riscossione dal gennaio 2000 fino al 30 settembre 2017. Ebbene, guarda caso, i comuni sono entrati tutti in stato di surplace, si sono messi in aspettativa, per ritardare oltre il 30 settembre 2017 la consegna dei ruoli ad Agenzia delle Entrate Riscossione.

Si tratta di un vero scandalo, ma ormai, questa è la verità, a parte lo sfogo in qualche forum, ci stiamo abituando a tutto, anche a vedere candidato a Bologna, nelle file del PD, un ex democristiano, trasformista della peggior specie.

20 Gennaio 2018 · Giuseppe Pennuto



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