Pagamenti con carta di credito – Ecco quando optare per i contanti per non spendere di più

Ho notato, purtroppo, che in Italia, per molti servizi, pagando con carta di credito si va a spendere di più, a causa di alcuni balzelli: mi sembra paradossale dato che proprio in questi giorni si legifera per disincentivare l’uso del contante.

Prima di tutto, è lecito questo tipo di pratica?

Come contrastarla?

In italia, pagare il bollo per il passaporto con bancomat o carta di credito è impossibile, oppure onorare il bollo auto all’Aci usando gli stessi strumenti di pagamento, costa di più che pagando in contanti.

Una modalità vietata, in teoria, in base all’articolo 62 del Codice del Consumo, in vigore dal 13 giugno 2014: i professionisti infatti non possono imporre ai consumatori spese per l’uso di strumenti di pagamento.

E questo vale sia per gli acquisti online che per i negozi.

Eppure succede.

Proprio in Italia, dove lo Stato da un lato spinge per disincentivare l’utilizzo del contante promettendo bonus della Befana, dall’altro lato invece non sa (o preferisce non sapere) che in certi casi è impossibile o sconveniente pagare con carte di credito persino alcune tasse.

Chi, dal 14 giugno 2014 a oggi, ha pagato il bollo auto tramite Aci (l’Automobil Club d’Italia) si è visto aggiungere una commissione per il solo fatto che ha utilizzato una carta di credito o un bancomat per pagare.

Per questo, l’Antitrust aveva sanzionato Aci con 3 milioni di multa.

Poi il Tar ha confermato la sanzione (dopo il ricorso di Aci), ma Aci ha fatto nuovo ricorso al Consiglio di Stato e ha vinto perché, sostiene la sentenza, non è una commissione ma un sovrapprezzo per una opportunità aggiuntiva offerta agli automobilisti.

È abbastanza bizzarro visto che da un lato dobbiamo si vogliono premiare i consumatori che utilizzano i pagamenti digitali e dall’altro è proprio lo Stato a penalizzarli.

La maggior parte delle misure previste dal disegno di legge di Bilancio per disincentivare l’uso contante produrrà i suoi effetti solo nella seconda metà dell’anno.

Ma anche dopo, continueranno a restare in vigore anomalie di un Paese, l’Italia, che non a caso è tra gli ultimi in Europa per l’uso della moneta elettronica.

Perché gli italiani saranno pure affezionati alle banconote, ma se devono essere penalizzati quando scelgono di pagare con le carte, ovviamente preferiscono non usarle.

Succede anche quando si paga la mensa scolastica, le rette, il trasporto pubblico dei bambini, anche lì c’è una spesa legata all’uso della carta di credito che dipende dalla società che eroga il servizio e che può arrivare fino a due euro in pi.

Al massimo, se si sceglie di pagare online, la commissione viene ribassata.

All’ufficio postale ad esempio il pagamento del bollettino PagoPA può arrivare a costare 1,50 euro o 1,99 euro per le multe (per chi ha più di 70 anni, rispettivamente 0,70 euro o 0,99 per le multe).

Per il pagamento online il costo è di 1 euro (1,49 per le multe) ma Sisal, Lottomatica, Banca 5 fanno pagare 2 euro.

Gli enti pubblici sono obbligati per legge ad aderire al sistema PagoPA: attualmente sono oltre 19mila quelli coinvolti.

Attraverso PagoPA si pagano tributi, tasse, multe, utenze, rette, quote associative, bolli e qualsiasi altro tipo di versamento alle pubbliche amministrazioni centrali e locali, ma anche ad altri soggetti, come le aziende a partecipazione pubblica, le scuole, le università e le Asl.

Che spinta darebbe ai pagamenti digitali se su PagoPA fossero azzerate le commissioni?

Altro caso quello dei bolli per il passaporto: se andate dal tabaccaio a comprare il contrassegno amministrativo – costo 73,50 euro – vi risponderanno che si paga solo in contanti.

Perché l’obbligo di far effettuare pagamenti con Pos c’è, ma è solo sulla carta.

Tanto più se in caso di pagamento con il bancomat i tabaccai vedono erodersi il margine che spetta loro sull’operazione di oltre il 55 per cento.

24 Ottobre 2019 · Andrea Ricciardi

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