Optima Tutto in Uno – Multa dall’Agcm per pratica commerciale scorretta


Tutela consumatore - pratiche commerciali scorrette

Avevo sottoscritto un contratto con la società Optima Vita Mia, denominata Tutto in Uno: mi ero fatto convincere grazie alla possibilità di una fornitura integrata di energia, gas, telefonia fissa, mobile e Internet a una tariffa flat.

Già da subito, però, avevo riscontrato consumi eccessivi e costi extra non ben chiari, segnalandolo alla società, che aveva fatto orecchie da mercante.

Nessuno sa ci sono altri utenti scontenti e se si può fare qualcosa?

Dopo numerose segnalazioni da parte dei consumatori, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm o Antitrust) aveva avviato un’istruttoria per verificare l’offerta “Tutto in Uno” della società Optima Vita mia.

Ebbene, l’Agcm ha chiarito che le condotte poste in essere dalla società, consistenti nella promozione di un’offerta commerciale multiservizi (denominata “Optima VitaMia”), per la fornitura di energia, gas, telefonia fossa/mobile e Internet a canone unico fisso mensile, siano state effettuate in maniera gravemente ingannevole circa la reale natura (presentata come flat) e le effettive condizioni limitative della proposta.

Inoltre, è emersa l’applicazione a una molteplicità di consumatori di una fatturazione a conguaglio, realizzata con modalità aggressive a fine anno contrattuale mediante l’addebito a saldo, in soluzione unica, di importi rilevanti, non facilmente prevedibili, conoscibili e controllabili, anche in ragione della definizione di una taglia sbagliata per il pacchetto forfettario (canone fisso mensile).

Pertanto, yale pratica commerciale è stata valutata scorretta, ai sensi degli articoli 21, comma 1, 22, commi 1, 2 e 4, nonché 24 e 25 del DL 206/2005 (Codice del Consumo) dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

In parole povere, dunque, l’offerta era flat ma non indicava che c’era un vincolo di durata minima annuale, che si perdevano i consumi risparmiati di valore superiore al bonus iniziale, che c’era un conguaglio a fine anno contrattuale. Non indicava le tariffe applicate per fatturare i consumi extra-soglia. Applicava una fatturazione a conguaglio che esponeva i consumatori all’esborso finale e tutto insieme di una cifra consistente, elaborata su una taglia di consumi spesso sbagliata.

Risultato: indebito condizionamento nei confronti dei consumatori e limitazione della loro libertà dicomportamento.

Per questi motivi l’Agcm ha elevato una sanzione di un milione di euro alla società.

2 Aprile 2019 · Andrea Ricciardi

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