Obsolescenza programmata - Con la direttiva UE appena approvata sono in arrivo grossi cambiamenti

La mia lavastoviglie ha smesso di funzionare e la garanzia era terminata da un anno: ho così cercato di ordinare i pezzi di ricambio per sistemarla, ma erano fuori produzione.

Insomma, morale della favola, ho dovuto ricomprarne una nuova.

Quando terminerà questo modo di operare da parte delle società produttrici? Per me si tratta di obsolescenza programmata.

Finalmente, la Commissione Europea ha adottato definitivamente la misura definita eco-design: ne consegue che ricambi saranno garantiti almeno 7 anni e ci saranno nuove etichette energetiche per risparmiare 167 TWh di energia da qui al 2030.

Il percorso della legge era iniziato un anno fa e arriva oggi la conclusione del suo iter burocratico.

La Commissione Europea ha infatti deliberato oggi l'adozione delle misure chiamate "eco-design" che imporranno ai produttori la progettazione di nuovi elettrodomestici che possano garantire ricambi per almeno sette anni (in alcuni casi dieci) e facilità di riparazione, al fine di implementare un design che deve prediligere l'efficienza energetica.

Nella nota ufficiale, la Commissione Europea parla anche di vantaggi pratici per tutti i cittadini dei 28 stati membri: fino a 150€ di risparmio all'anno per le famiglie e un risparmio complessivo di energia che corrisponderebbero al fabbisogno della Danimarca entro il 2030.

La norma prevede la disponibilità di ricambi per minimo sette nel caso di lavastoviglie, frigoriferi e televisori.

Mentre per le lavatrici si sale a dieci anni.

Lo scopo è quello di prolungare la vita di elettrodomestici che spesso vengono sostituiti soltanto perché non c'è disponibilità dei ricambi.

Il risultato dovrebbe tradursi in meno rifiuti RAEE prodotti.

Questa misura, insieme alle nuove etichette energetiche adottate l'11 Marzo di quest'anno, dovrebbero portare a un risparmio energetico complessivo entro il 2030 di 167 TWh, che corrispondono a circa 46 milioni di tonnellate di CO2 in meno.

Due essenzialmente gli aspetti potenzialmente negativi: il primo riguarda l'impossibilità di reperire ricambi per il cliente privato.

Pur essendo previsto l'uso di viti al posto della colla per facilitare il disassemblaggio, i ricambi saranno forniti soltanto a centri assistenza e professionisti.

Il secondo, come molti produttori hanno lamentato commentando l'analogo disegno di legge italiano, sono i potenziali aumenti di costo per gli elettrodomestici, che potrebbero vanificare così il risparmio annuo previsto dalla Commissione.

In ogni caso si tratta di un passo avanti importante per combattere il mal costume della sostituzione di elettrodomestici ancora validi ed efficienti.

3 ottobre 2019 · Andrea Ricciardi

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