Obbligo apertura conto corrente per riscuotere la propria parte di eredità?


Mio padre è deceduto, dopo aver espletato la parte burocratica per la riscossione delle nostra quote (io, mia madre e mia sorella) la banca ha stabilito la somma spettante, ma pretende l’apertura di un conto corrente cointestato a nostro nome per poter incassare la somma che ci spetta. Questo conto corrente verrebbe poi cancellato una volta che abbiamo ritirato la nostra quota.

Siamo obbligati ad aprire questo conto e di conseguenza a pagare le relative spese?

Presentate alla banca un reclamo scritto, in cui chiedete la liquidazione delle somme spettanti a ciascuno degli eredi indicati nella successione, tramite assegno circolare nominativo non trasferibile, manifestando, nell’istanza, il rifiuto di aprire un rapporto di conto corrente cointestato come preteso, dal momento che la richiesta appare del tutto ingiustificata. Fatevi apporre sul reclamo firma, timbro e data per ricevuta e, qualora il funzionato addetto si rifiutasse, inviate l’istanza in piego (senza busta) per raccomandata con ricevuta di ritorno.

Qualora, entro trenta giorni dalla data di ricevimento del reclamo, la banca non dovesse adempiere all’emissione ed alla consegna degli assegni circolari, ci si potrà rivolgere all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) per ottenere il dovuto unitamente ad un equo risarcimento.

Il ricorso all’ABF non comporta assistenza legale, costa solo 20 euro (che saranno restituiti con l’accoglimento), e può essere presentato via web riportando una semplice memoria dei fatti accaduti e delle pretese, ingiustificate, avanzate dalla banca.

2 Gennaio 2019 · Simonetta Folliero



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