Ritardi dell’INPS nell’esaminare la domanda per beneficiare dell’indennità di disoccupazione

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Ho presentato domanda di Naspi a seguito di licenziamento per scadenza contratto lavoro a tempo determinato dal 01/02/2018 al 30/09/2018. Ho chiamato gli uffici Inps competenti, poichè la mia domanda risulta sempre in lavorazione e ancora non è stata accettata. Mi hanno risposto che il problema sarebbe il fatto che gli ultimi 2 giorni (il 29 e il 30 settembre) non sono stato bene e, il medico mi ha assegnato 2 giorni di malattia.

Ora, non ho capito per quale ragione dovrebbe esserci un impedimento all’accettazione della NASPI, visto che io ho avuto fortunatamente un piccolo problema che si è risolto in 2 giorni, e che il mio contratto finiva comunque il 30. L’impiegato non si è spiegato ma farfugliava di visite, telefonate dell’Inps. Sapreste dirmi Voi qualcosa di più al riguardo? Io ho cercato online ma non trovo nessuna ragione per cui la Naspi debba subire ritardi nell’erogazione anche se c’è stato l’ultimo periodo di malattia.

Come lei sicuramente saprà, la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

Le settimane accreditate nel trimestre si calcolano sommando tutte le ore di lavoro prestate per trimestre e dividendo le stesse per 24: ad esempio, 80 ore lavorate nel trimestre/24=3,33 settimane di contribuzione, arrotondate a 4.

Ora, non sono considerati utili per il calcolo di cui sopra, i periodi di malattia quando non sia prevista, nel contratto collettivo nazionale di lavoro, l’integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro.

Probabilmente, il funzionario assegnato a istruire la sua istanza di accesso all’indennità di disoccupazione, sta cercando di capire se computare, o meno, i due giorni di malattia per determinare il numero di settimane in cui le sarà corrisposta la NASpI, analizzando i contributi versati dal suo ex datore di lavoro, che vengono contabilizzati a scadenza periodica e non sempre con puntualità.

Naturalmente, si tratta solo di una ipotesi di lavoro a giustificazione del problema lamentato: il suggerimento è quello di fissare un appuntamento con un funzionario di agenzia. Purtroppo, il turn over a cui sono sottoposti anche gli addetti nei contact center che forniscono servizi all’INPS, non consente loro di acquisire un’adeguata preparazione e la necessaria esperienza per dedurre correttamente, dalle scarne informazioni inserite e classificate in un data base dai funzionari dell’istituto nazionale di previdenza sociale, quale sia lo stato della pratica è perché la domanda non sia stata ancora accettata.

17 Novembre 2018 · Tullio Solinas

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