Mutuo cointestato ex moglie e casa cointestata con ex cognato dopo donazione

Sono legalmente separato dopo una causa giudiziale quindi non consensuale durata tre anni: purtroppo sia in primo grado che in appello non è stato recepito un accordo sottoscritto davanti al giudice di primo grado ed in presenza degli avvocati in cui la mia ex cedeva il suo 50% della ex casa coniugale a me dietro pagamento di una cifra pattuita e sottoscritta.

Successivamente la mia ex non ha più ritenuto valido simile accordo e quindi il giudice ha ritenuto l'udienza di separazione sede non idonea per decidere su tale accordo, ma solo sul giudizio di merito dell'affidamento di nostra figlia minorenne.

Cosa ribadita anche in sede di appello dopo mio ricorso.Sinteticamente sottolineo alcuni fatti:

  1. il mutuo è cointestato dal 2007 ma sempre pagato da me tramite rid su un conto intestato solo al sottoscritto;
  2. la mia ex non abita più nella casa coniugale dal 2011 avendo acquistato altra casa in altro comune;
  3. solo di recente ho scoperto che la mia ex per rogitare sulla sua casa nuova e quindi non incorrere nelle tasse come seconda casa ha donato gratuitamente nel 2013 a suo fratello la sua quota rimanendo però intestata sul mutuo;
  4. nè io ne la banca erogatrice del mutuo cointestato sapevamo di simile donazione;
  5. a tutt'oggi solo io pago il mutuo e mi ritrovo l'ex cognato per casa a vezzeggiarmi essendo comproprietario con me della casa.

Il mio quesito è il seguente: dato che come tanti padri separati non posso più permettermi un avvocato chiedo consiglio a tutti voi su come e\o cosa possa fare in una situazione del genere, l'accordo sottoscritto in sede giudiziale è vincolante? Posso citare la mia ex per danni dato che ora sulla casa grava una donazione come potrò mai venderla o chiedere nuovo mutuo o anche solo per i disagi creati? Ogni consiglio, credetemi, sarà ben accetto.

Il caso è estremamente semplice: lei deve promuovere causa alla sua consorte separata per vedere validata la scrittura privata e, se il giudizio le sarà favorevole, chiedere la revoca della donazione.

Se, tuttavia, come lei riferisce, non ha alcuna intenzione, nè la possibilità, di svenarsi regalando soldi agli avvocati, il suggerimento e quello di lasciarsi vezzeggiare dall'ex cognato abituandosi all'idea di acquisirlo come comproprietario.

In tale ottica, tuttavia, assumendo come valida la donazione, dovrebbe almeno provare a far pagare a suo cognato il 50% della rata del mutuo, o costringerlo giudizialmente a rifondere quanto da lei anticipato a partire dalla data della donazione stessa.

Ma ahimé, anche in questa ipotesi, non può prescindere dalla necessaria assistenza legale.

6 maggio 2014 · Simone di Saintjust

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