DOMANDA
Secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità del 2016, i Comuni hanno l’obbligo di adeguare i parchimetri, predisponendoli ad accettare anche banconote e metodi di pagamento elettronico con carte di credito, bancomat e carte prepagate: ho parcheggiato la mia auto in un parcheggio comunale a pagamento dove non era possibile pagare con carta di credito, bancomat o prepagata, ma solo con banconote da 5 euro o moneta contante e gli ausiliari del traffico preposti al controllo mi hanno fatto egualmente la multa, per cui volevo chiedere se, a vostro parere, mi conviene presentare ricorso al Giudice di Pace competente per territorio.
RISPOSTA
Vero che la Legge di Bilancio 2016 ha imposto l’obbligo di parchimetri che accettano pagamenti elettronici, ma è anche vero che quest’obbligo viene meno in quelle zone con problemi di copertura cellulare tale da non consentire il collegamento tra il device per il pagamento e il sistema bancario.
Inoltre, la Corte di Cassazione (con l’ordinanza 277/2022) ha deciso che chi lascia in sosta l’automobile in un parcheggio comunale a pagamento e non ha moneta sufficiente per adempiere deve, ai sensi dell’articolo 1176 del codice civile, deve recarsi nei negozi vicini al parchimetro e chiedere di cambiare le banconote in spiccioli.
Quindi, nella fattispecie, l’unico modo per chiedere al Giudice di pace di annullare la multa è provare di aver fatto tutto il possibile per rispettare la legge: infatti, non è sufficiente il disservizio causato dal Comune non a norma, per potersi fermare sulle strisce senza pagare la tariffa prevista. Questo, sempre ammesso che la zona in cui è situato il parchimetro di cui si discute, non sia affetta da problemi di copertura mobile.