Il debitore deve sempre concordare con il creditore la dilazione di un prestito o di una obbligazione – Se la dilazione non è concessa in modo formale il debitore deve adempiere comunque alla scadenza per l’importo dovuto

Circa 3 anni fa chiedo protocollando in banca di pagare il mio debito di circa 5 mila euro con rate da 100 euro mensili senza alcuna risposta.

Nonostante questo verso ogni mese questa cifra senza ricevere alcuna azione dalla banca. Da un anno a questa parte ho interpellato sia l’ente garante al 50%, che la banca ed ho ottenuto dal primo l’approvazione scritta e dalla seconda quella verbale che avrebbero regolarizzato questa posizione anomala, cioè fare versare la quota di 100 euro senza sistemare il debito con un piano di ammortamento. Anche ultimamente ho firmato due fogli di carta della banca in bianco per regolarizzare, e l’altro giorno il funzionario mi ha detto di versare che erano a buon punto per la firma del nuovo prestito. Eppure proprio il 26 settembre scorso la banca mi ha inviato una raccomandata con oggetto “comunicazione di revoca e risoluzione dei rapporti – richiesta di adempimento agli obblighi di pagamento” e pagare la somma di 5000 euro, che non ho, entro 15 giorni (10 ottobre). Cosa mi consigliate di fare? sono un po’ disperato.

p.s. il funzionario oggi mi ha detto che non si parlano tra uffici, cioè tra quello che deve regolarizzare la mia posizione e quello che ha mandato la revoca, che non mi devo preoccupare, ma io non ci credo perchè fino ad oggi hanno sempre promesso a parole ma non nei fatti.

Revoca

oggetto “comunicazione di revoca e risoluzione dei rapporti – richiesta di adempimento agli obblighi di pagamento”

Gentile cliente,
a seguito del persistere dell’anomalo andamento del rapporto sotto indicato, la banca dovrà revocare le facilitazioni creditizie a suo tempo concesse, il recesso dal contratto di conto corrente, la sua estinzione e il blocco della convenzione di assegno con l’obbligo di immediata restituzione degli eventuali moduli inutilizzati.

La invitiamo pertanto al pagamento entro 15 giorni dalla data di ricezione della presente (26/09/19) dell’importo da lei dovuto pari a €4284,47 (importo rilevato in data 19/08/19) oltre a interessi maturati e maturandi, spese e accessori.

Decorso tale termine, senza il saldo di quanto dovuto, la banca dovrà avviare le azioni più opportune a tutela del proprio credito compresi i diritti di compensazione su eventuali rapporti attivi intestati o cointestati, il realizzo delle garanziepignoratizie e l’eventuale cessione del credito stesso.

Le ricordiamo infine che in caso di passaggio a sofferenza, la banca si vedrà costretta a segnalarla in Centrale Rischi di Banca d’Italia come previsto dalla vigente normativa. In seguito a tale segnalazione altre banche o intermediari finanziari a cui vi doveste rivolgere per prestiti, finanziamenti, carte di credito, potranno venire a conoscenza, ai fini della valutazione del merito creditizio, dell’esistenza del vostro inadempimento.

Purtroppo, il creditore non è obbligato dalla legge ad accettare un piano di rateazione per un debito quando è previsto il saldo in unica soluzione, anche se è d’accordo il garante. Quindi, i suoi tentativi di ottemperare all’obbligazione con un pagamento di 100 euro/mese iniziato tre anni fa costituisce, ad oggi, solo un anticipazione del dovuto e le sue comunicazioni rimaste senza risposta sono irrilevanti, benché protocollate.

Piuttosto, rifletta sul fatto che la banca, con la revoca ha anche ottemperato all’obbligo di preavviso della imminente segnalazione del suo nominativo nella centrale rischi della banca d’Italia per credito in sofferenza.

2 Ottobre 2019 · Chiara Nicolai

Volevo solo aggiungere che il mio debito nei confronti della banca non è frutto di un capriccio, inizialmente era un fido e poi trasformato in prestito, non credo che una attività commerciale sia un capriccio, almeno per me.

Quando scrivo “capriccio” mi riferisco al contenuto della presentazione contenuta nel blog relativa a chi ha risposto e che riporto di seguito.

Sono convinta, e su questo talvolta dissento da colleghi e colleghe con cui ci avvicendiamo, in qualità di esperti/e, nella conduzione del forum di indebitati.it, che in un caso su tre la difficoltà di saldare le rate sia dovuta ad acquisti avventati, impulsivi. Al mutuo, il debito più diffuso tra i cittadini, od all’affitto si aggiunge spesso il finanziamento per la macchina nuova, tanto alla maxirata finale ci penso solo tra qualche anno e nel frattempo pagando comode rate posso scorrazzare con una auto “nuova di pacca”.

Si passa poi alla vacanza, irrinunciabile anche se mi lamento che non arrivo a fine mese con il mio comodo lavoro sotto casa, dell’ultimo modello del televisore al plasma, non posso certo aspettare qualche mese quando il prezzo sarà ben più accessibile se proprio lo devo comprare, il nuovo modello appena uscito sul mercato di smartphone, che ormai è diventato uno segno distintivo obbligato. Per non parlare di altri beni spesso voluttuari tra status symbol e non, forni, cucine, aspirapolvere e tutto quanto ormai si paga rateizzato a cui ovviamente non posso rinunciare e devo quindi espormi finanziariamente in modo scriteriato.

Alla base c’è sempre l’INCAPACITA’DI VALUTARE le proprie possibilità finanziarie o, caso comunque strettamente correlato, l’eccessivo ottimismo, quasi ingenuo, o avventatezza nel prevedere entrate future

Chiara Nicolai

Spiace che lei non abbia preso bene la risposta della collega, la quale, come è nostra abitudine, non è entrata assolutamente nel merito delle motivazioni per cui il fido non è stato coperto: peraltro, rapportare il senso delle indicazioni fornite al suo quesito, al marginale contenuto del profilo dell’autore della risposta, ci sembra alquanto arbitrario.

L’impegno (ed il tempo) profuso in questa replica piccata, da cui emerge una dose di marcata suscettibilità, converrebbe impiegarlo, invece, nel cercare di capire (questo il messaggio che si intendeva veicolare) che bisogna cercare l’assenso e toccare la sensibilità del direttore di filiale, ove trattiene il rapporto di conto corrente, per individuare una soluzione condivisa, sostenibile e percorribile, evitando di far protocollare comunicazioni in cui vengono stabiliti unilateralmente tempi e modi di rimborso del debito e che potrebbero anche risultare controproducenti e indispettire la controparte.

Nient’altro, e quanto fin qui esposto vale qualunque sia la ragione per cui è stato aperto il fido.

2 Ottobre 2019 · Giorgio Martini

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