Mancato pagamento dei contributi obbligatori alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti (INARCASSA)

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Da metà 2008 sino a fine 2014 sono stato iscritto a Inarcassa poichè costretto ad aprire PIVA per continuare il mio rapporto lavorativo con un Ministero. Le difficoltà incontrate nel corso degli anni mi hanno portato a firmare un contratto di cococo, a fine 2013 che poi ha portato alla successiva chiusura della PIVA. Naturalmente il tutto con crescenti problemi economici derivanti dalle continue richieste di INARCASSA a fronte di un volume di affare ridicolo negli ultimi anni. Pertanto lascio INARCASSA con debiti pregressi.

Questi mi sono stati contestati recentemente. Naturalmente le somme richieste non le ho (risento ancora dell’antica scelta scellerata di aprire PIVA). INARCASSA minaccia di mandare tutto all’Agenzia delle Entrate.

Ma perchè devo pagare? Per un servizio che non utilizzerò più e delle prestazioni previdenziali che non userò mai? Ho già dovuto rinunciare ad alcune fatture perché non in regola con il versamento di contributi, ma cosa vogliono ancora? Posso evitare di pagare il tutto, rinunciando esplicitamente a quanto versato tra 2008 e 2013?

No, non può, purtroppo, evitare di versare i contributi obbligatori dovuti: infatti il contributo previdenziale dovuto alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti (INARCASSA) può essere soggettivo (obbligatorio), facoltativo e integrativo.

Il contributo obbligatorio per gli iscritti ad Inarcassa è calcolato in misura percentuale sul reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF, per l’intero anno solare di riferimento, indipendentemente dal periodo di iscrizione intervenuto nell’anno. Tuttavia è comunque previsto un contributo minimo, da corrispondere indipendentemente dal reddito professionale dichiarato, il cui ammontare varia annualmente in base all’indice annuale ISTAT.

Esiste poi un contributo facoltativo, ovvero di una contribuzione volontaria che offre la possibilità di incrementare il montante contributivo e conseguentemente l’ammontare delle prestazioni pensionistiche. Ed infine, un contributo integrativo, applicato anche sui corrispettivi relativi alle prestazioni professionali effettuate in favore di ingegneri, architetti, associazioni o società di professionisti e di ingegneria.

5 Settembre 2019 · Tullio Solinas

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