Liberatoria dopo saldo stralcio - Ma perché in Centrale Rischi resto segnalato per il debito residuo?

Avevo due insoluti: a dicembre 2014 effettuo un saldo a stralcio per l'importo maggiore e mi viene rilasciata liberatoria che riporta posizione transattivamente risolta, nulla a pretendere l'altro insoluto era stato ceduto. A gennaio richiedo visura Cr Banca d'italia. Riporta ultimo mese contabile nessuna segnalazione, a dicembre 2014 sofferenza-passaggio a perdita poi credito ceduto a terzi, l'importo dell'insoluto più la differenza da quello che ho pagato e il debito reale.

Per mettersi al riparo da accadimenti come quello in cui si trova coinvolto, nella liberatoria bisogna sempre riportare una formula specifica del tipo: La società creditrice scrivente dichiara, inoltre, di voler rinunciare espressamente, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1236 del codice civile, alla differenza fra quanto originariamente dovuto dal debitore e quanto da quest’ultimo effettivamente versato.

Non basta, da sola, la generica formula da lei citata Posizione transattivamente risolta, nulla a pretendere.

E' evidente che nella vicenda che la vede coinvolta qualcuno ha giocato sporco, oppure siamo di fronte al solito caso di superficialità, in buona fede, ma sempre a spese del debitore.

A questo punto il suggerimento è quello di rivolgersi direttamente alla Centrale Rischi della Banca d'Italia per esibire il documento liberatorio e chiedere la rettifica della posizione. In subordine, sarà necessario contattare il soggetto con cui è stato concluso l'accordo transattivo per invitarlo a correggere la segnalazione. In ultimo, non c'è altra strada se non quella di affidarsi ad un legale per diffidare la finanziaria ad uniformarsi alle regole codicistiche che impongono ai soggetti contraenti un obbligo di reciproca lealtà di condotta in tutte le fasi del rapporto contrattuale, a partire dal procedimento di formazione del contratto sino alla sua esecuzione, secondo quanto disposto dagli articoli 1175 e seguenti del codice civile.

27 gennaio 2017 · Marzia Ciunfrini

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