Nuova istanza di pignoramento su stipendio già pignorato – Posso chiedere un accordo al creditore procedente?

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Mi riferisco a questa discussione nonché a quest’altra che la precede, e mi scuso di nuovo per la mia ignoranza in materia, ma l’ultima parte della risposta al topic più recente non l’ho capita Nella procedura di pignoramento dello stipendio un avvocato serve a poco: il giudice acquisirà la documentazione fornita dal datore di lavoro del debitore, individuerà eventuali pregressi pignoramenti in corso nonché la natura del credito azionato e deciderà sulla base delle norme vigenti: inutile buttar via soldi in questa fase per farsi assistere da un legale. E, comunque, che il professionista sia o meno ferrato in pignoramento presso il datore di lavoro, poco importa nel caso che la riguarda.

Ho capito che il legale non serve perché ciò che alla finanziaria e al giudice serve è la documentazione fornita dal mio datore di lavoro quello che non riesco a capire è che se nella documentazione fornita risulta che ho già in atto un pignoramento di un quinto dello stipendio e mi restano circa 800 euro netti al mese possono effettuare un secondo pignoramento….. essendo un ingiunzione di pagamento quella che io ho ricevuto non potrei telefonare all’avvocato che ha effettuato tale richiesta ( che di sicuro è stato incarico dalla finanziaria) e chiedere un accordo magari do di mia spontanea volontà 100 euro al mese senza dover ricorrere di nuovo al pignoramento voi cosa ne pensate…

Lo so, un avvocato potrebbe dire ma se non hai più pagato fino ad adesso chi ci garantisce che tu possa continui a pagare? E quindi procedere con un mezzo più sicuro come il pignoramento.

L’articolo 547 del codice di procedura civile specifica che, nella procedura di pignoramento dello stipendio, il datore di lavoro deve specificare, al creditore procedente e al giudice da questi adito, i sequestri precedentemente eseguiti presso di lui, e le cessioni del quinto che gli sono state notificate in merito alla retribuzione erogata al debitore sottoposto ad azione esecutiva di pignoramento presso terzi.

A nostro parere, lei può senz’altro trattare con la controparte proponendo un rimborso rateale, rendendo noto al nuovo creditore che a breve non otterrà nulla con l’azione giudiziale promossa e che, pertanto, dovrà attendere che il precedente pignoramento risulti integralmente soddisfatto.

Per allettare il creditore, l’importo della rata mensile dovrà essere tale da poter consentire il rimborso del debito in tempi più brevi rispetto all’opzione di mantenere l’azione giudiziale. Inoltre, dovrà essere proposta la sottoscrizione di cambiali per rassicurarlo sulla reale volontà di adempimento del debitore: la cambiale non pagata, infatti, consente al creditore insoddisfatto di procedere con il pignoramento dello stipendio senza dover passare prima dal giudice per ottenere un decreto ingiuntivo.

Per trattare con la controparte non serve un avvocato.

16 Giugno 2018 · Chiara Nicolai

Quindi se non contatto la finanziaria e lascio che tutto proceda così non possono effettuare un ulteriore pignoramento avendone già uno in corso. A questo punto alla finanziaria converrebbe accettare la mia proposta.

Sarebbe meglio contattare la finanziaria prima che si perfezioni il pignoramento: a fronte dell’accordo raggiunto (pagamento rateale con cambiali) lei dovrebbe essere sicura che la controparte non si avvalga, comunque, del provvedimento giudiziale ottenuto in questa fase quando il primo pignoramento porterà all’integrale rimborso del credito azionato.

E con ciò, consideriamo la discussione definitivamente chiusa.

16 Giugno 2018 · Carla Benvenuto

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